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Sinossi
Le Egloghe di Tito Calpurnio Siculo, nell’edizione BUR, sono una raccolta di sette componimenti pastorali in esametri composti probabilmente sotto il regno di Nerone (54-68 d.C.). L’opera si ispira esplicitamente alle Bucoliche di Virgilio e si inserisce nel filone della poesia bucolica latina, con pastori che cantano d’amore, di poesia e di politica in un paesaggio rurale idealizzato. Le egloghe politiche celebrano l’avvento del nuovo principe come ritorno dell’età dell’oro, offrendo un documento interessante del rapporto tra poesia e potere nella Roma neroniana.
Recensione
Tito Calpurnio Siculo è un poeta latino della prima età imperiale — probabilmente del regno di Nerone (54-68 d.C.), anche se la datazione è discussa — autore di sette egloghe pastorali che si collocano consapevolmente nella tradizione bucolica inaugurata da Virgilio. Le Egloghe di Calpurnio sono il testo più importante della poesia bucolica latina dopo Virgilio e prima di Nemesiano nel III secolo.
Il modello virgiliano è sempre presente: Calpurnio riprende strutture, personaggi e situazioni delle Bucoliche con una consapevolezza letteraria sofisticata. Ma la sua voce ha caratteri propri: le egloghe politiche (I, IV, VII) che celebrano il nuovo principe come inauguratore dell’età dell’oro hanno una specificità storica che manca in Virgilio, e la terza egloga, con la descrizione del Circo Massimo vista dagli occhi di un pastore che viene per la prima volta in città, è un piccolo gioiello di contrasto tra mondo rurale e mondo urbano.
Il valore delle Egloghe di Calpurnio è duplice: come documento della tradizione bucolica latina e come testimonianza del rapporto tra poesia e potere imperiale nella Roma neroniana. L’edizione BUR offre uno strumento prezioso per questo poeta troppo spesso trascurato nei programmi liceali e universitari.
Consiglio di lettura: consigliata a lettori con una buona conoscenza delle Bucoliche virgiliane che vogliano approfondire la tradizione pastorale latina; utile per chi studi la poesia augustea e neroniana come continuità di una tradizione.