Odissea — Maria Grazia Ciani

L’Odissea di Omero nella traduzione di Maria Grazia Ciani, nell’edizione Feltrinelli Universale Economica, propone una versione moderna e scorrevole del poema in prosa italiana contemporanea. La Ciani, latinista e grecista dell’Università di Padova, ha scelto una resa che privilegia la leggibilità e la vicinanza al lettore moderno, eliminando l’arcaismo stilistico di altre traduzioni e restituendo la vivacità narrativa del testo omerico. L’edizione Feltrinelli del 2022, senza testo greco a fronte, è pensata per il lettore generale.

Odissea — Ippolito Pindemonte

L’Odissea di Omero nella traduzione di Ippolito Pindemonte, nell’edizione BUR, presenta la versione poetica del poeta veronese (1753-1828) — una delle traduzioni più celebrate della letteratura italiana. Pindemonte, poeta neoclassico, tradusse l’Odissea in endecasillabi sciolti italiani tra il 1805 e il 1822, producendo una versione che è essa stessa un’opera letteraria autonoma di alto livello. La sua traduzione, pur lontana dalla filologia moderna, ha una musicalità e un’eleganza poetica che le hanno garantito una fortuna duratura nella cultura italiana.

I canti

I Canti (Carmina) di Gaio Valerio Catullo, nell’edizione BUR, raccolgono i 116 componimenti del poeta veronese (84-54 a.C. circa) che ci sono pervenuti. La raccolta comprende tre sezioni: poesie brevi in metri vari (polimetrica), poesie lunghe tra cui l’epitalamio di Peleo e Teti e il carme 64 (carmina docta), e distici elegiaci. Al centro della produzione catulliana sta la relazione tormentata con Lesbia — nome poetico di Clodia Metelli — che ispira i carmi d’amore più intensi e celebri della letteratura latina.

Inni omerici

Gli Inni omerici, nell’edizione BUR con testo greco a fronte, sono una raccolta di 33 componimenti in esametri dedicati alle principali divinità del pantheon greco: Apollo, Afrodite, Demetra, Ermes, Dioniso, Ares, Atena e molti altri. Composti in epoche diverse tra il VII e il IV secolo a.C. da autori anonimi che imitano lo stile omerico, gli inni narrano le origini degli dèi, i loro poteri, le loro avventure mitologiche. I quattro inni maggiori — ad Apollo, ad Afrodite, a Demetra e ad Ermes — sono veri e propri capolavori della poesia greca arcaica.

Odi ed epodi

Le Odi e gli Epodi di Quinto Orazio Flacco, nell’edizione BUR con testo latino a fronte, raccolgono i quattro libri delle Odi (103 componimenti in metri lirici greci adattati al latino) e il libro degli Epodi (17 componimenti in distici giambici). Le Odi trattano temi variegati: l’amicizia, il vino, l’amore, la natura, la morte, la politica augustea, la filosofia. Gli Epodi, più arcaici e polemici, affrontano temi di invettiva politica e morale. Insieme costituiscono il vertice della poesia lirica latina.

L’iliade

L’Iliade di Omero, nell’edizione BUR, è il primo e più antico dei grandi poemi epici della tradizione greca. Il poema in ventiquattro canti narra cinquantuno giorni del decimo anno della guerra di Troia, dominati dall’ira di Achille: offeso da Agamennone che gli ha sottratto la schiava Briseide, il più grande guerriero greco si ritira dalla battaglia. La catastrofe che ne segue — la morte di molti eroi greci, il trionfo dei Troiani guidati da Ettore — si risolve solo quando la morte dell’amico Patroclo spinge Achille a tornare in guerra e uccidere Ettore.

Dizionario delle sentenze latine e greche

Il Dizionario delle sentenze latine e greche BUR è una raccolta sistematica di oltre 10.000 citazioni, motti e massime tratte dalla letteratura latina e greca, organizzate alfabeticamente per parola chiave. Per ogni sentenza viene fornita la fonte originale, una traduzione italiana e una breve nota esplicativa. Il volume è uno strumento di consultazione e di cultura generale che permette di ritrovare le origini di espressioni diventate proverbiali nella cultura occidentale, da «Carpe diem» a «Alea iacta est», da «Cogito ergo sum» alle massime dei filosofi presocratici.

Le baccanti

Le Baccanti di Euripide, nell’edizione BUR, è l’ultima tragedia del poeta ateniese, rappresentata postuma nel 405 a.C. dopo la sua morte in Macedonia. La tragedia narra l’arrivo di Dioniso a Tebe per affermare la propria divinità: il re Penteo, che rifiuta di riconoscere il dio, viene punito con la follia e fatto a pezzi dalla madre Agave e dalle altre baccanti sul monte Citerone, in preda all’invasamento dionisiaco. La tragedia esplora il conflitto tra la razionalità del potere e le forze irrazionali e divine che lo trascendono.

Farsaglia o la guerra civile

La Farsaglia (Bellum civile o Pharsalia) di Marco Anneo Lucano è un poema epico in dieci libri incompiuto, composto tra il 60 e il 65 d.C. e rimasto interrotto per la morte forzata dell’autore. L’opera narra la guerra civile tra Cesare e Pompeo dal passaggio del Rubicone (49 a.C.) alla battaglia di Farsalo (48 a.C.) e alle successive vicende in Egitto. È il più importante poema epico latino dopo Virgilio, radicalmente diverso dall’Eneide per la scelta di un soggetto storico, l’assenza degli dèi e il pessimismo cosmico che lo pervade.

Storie segrete

Le Storie segrete (Anekdota) di Procopio di Cesarea, nell’edizione BUR, è un’opera straordinaria e scandalosa: scritta dallo stesso autore delle Guerre e degli Edifici — testi ufficiali che celebrano il regno di Giustiniano — le Storie segrete sono un pamphlet violento contro l’imperatore, l’imperatrice Teodora, il generale Belisario e sua moglie Antonina. Procopio descrive vizi, crudeltà e corruzione della corte bizantina del VI secolo con un realismo che non ha precedenti nella storiografia greca medievale.

Vite parallele. Coriolano e Alcibiade

Le Vite parallele di Plutarco dedicate a Coriolano e Alcibiade, nell’edizione BUR, accostano due figure storiche accomunate dal destino del tradimento della propria patria. Gneo Marcio Coriolano, generale romano del V secolo a.C., fu esiliato da Roma per il suo atteggiamento antidemocratico e si alleò con i Volsci per marciare contro la città, fermato solo dalle suppliche della madre Volumnia. Alcibiade di Atene (450-404 a.C.), generale e politico brillante, fu accusato di empietà durante la spedizione in Sicilia, passò ai Persiani e poi tornò ad Atene, vivendo una vita di tradimenti e ritorni.

Fisiognomica

La Fisiognomica attribuita ad Aristotele, nell’edizione BUR, è un trattato pseudepigraficum del III-II secolo a.C. che indaga il rapporto tra aspetto fisico e carattere morale: dalla forma del corpo, del viso, degli occhi, del naso e di altri tratti fisici si possono inferire le qualità dell’anima. Il testo è diviso in tre sezioni: la prima tratta della fisiognomica basata sui caratteri degli animali; la seconda analizza i tratti fisici degli uomini metodicamente; la terza affronta la fisiognomica etnica. Pur non essendo di Aristotele, il trattato riflette concezioni diffuse nella filosofia peripatetica.

Egloghe

Le Egloghe di Tito Calpurnio Siculo, nell’edizione BUR, sono una raccolta di sette componimenti pastorali in esametri composti probabilmente sotto il regno di Nerone (54-68 d.C.). L’opera si ispira esplicitamente alle Bucoliche di Virgilio e si inserisce nel filone della poesia bucolica latina, con pastori che cantano d’amore, di poesia e di politica in un paesaggio rurale idealizzato. Le egloghe politiche celebrano l’avvento del nuovo principe come ritorno dell’età dell’oro, offrendo un documento interessante del rapporto tra poesia e potere nella Roma neroniana.

La suocera

La suocera (Hecyra) di Publio Terenzio Afro, nell’edizione BUR, è una commedia in cinque atti considerata la più insolita e meno convenzionale del teatro terenziano. Panfilo, tornato da un viaggio, scopre che la moglie Filumena è tornata dai suoi genitori senza che nessuno voglia spiegare il motivo. La verità che emerge gradualmente è che Filumena è rimasta incinta prima del matrimonio in seguito a uno stupro — e che lo stupratore è proprio Panfilo, che non riconosceva la moglie al buio. La commedia si chiude con un lieto fine che risolve la situazione, ma senza la convenzionale agnizione pubblica: i segreti restano segreti per proteggere la dignità dei personaggi.

Natura della donna

Natura della donna, nell’edizione BUR, è uno dei trattati ginecologici del Corpus Hippocraticum, la raccolta di testi medici attribuiti a Ippocrate di Cos (460-370 a.C. circa) ma composta da autori diversi. Il testo affronta la fisiologia femminile secondo la medicina ippocratica: la natura del corpo della donna, le sue differenze rispetto al corpo maschile, le malattie specificamente femminili e i loro trattamenti. L’opera è un documento fondamentale per la storia della medicina antica e per la comprensione delle teorie antiche sul corpo femminile.