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Sinossi
L’Iliade di Omero, nell’edizione BUR, è il primo e più antico dei grandi poemi epici della tradizione greca. Il poema in ventiquattro canti narra cinquantuno giorni del decimo anno della guerra di Troia, dominati dall’ira di Achille: offeso da Agamennone che gli ha sottratto la schiava Briseide, il più grande guerriero greco si ritira dalla battaglia. La catastrofe che ne segue — la morte di molti eroi greci, il trionfo dei Troiani guidati da Ettore — si risolve solo quando la morte dell’amico Patroclo spinge Achille a tornare in guerra e uccidere Ettore.
Recensione
L’Iliade di Omero è il testo più antico della letteratura europea e uno dei più grandi poemi mai composti. Attribuita per convenzione al poeta Omero e datata all’VIII-VII secolo a.C., l’opera è il prodotto finale di una lunghissima tradizione di poesia orale aedica che risale all’età del Bronzo. I ventiquattro canti — circa 15.000 esametri — narrano non la guerra di Troia nel suo insieme ma un episodio preciso: i cinquantun giorni dell’ira di Achille nel decimo anno della guerra.
Il tema dell’ira — menis, la prima parola del poema — è il filo conduttore di una riflessione profondissima sulla violenza, la guerra e la condizione umana. Achille è l’eroe che sceglie la gloria breve invece della lunga vita, che preferisce la morte alla disonore — e che nel corso del poema scopre che la gloria non è abbastanza, che la morte dell’amato Patroclo svuota di senso la sua scelta. Il compianto di Achille su Patroclo e il suo incontro finale con il vecchio Priamo che viene a reclamare il corpo del figlio Ettore sono tra le pagine più potenti mai scritte sulla fraternità umana nel dolore.
L’edizione BUR offre un accesso accessibile a questo testo fondamentale. Per una lettura di studio si consiglia di integrare con un’edizione con testo greco a fronte e commento critico.
Consiglio di lettura: imprescindibile per chiunque voglia comprendere le radici della cultura occidentale; accessibile nella traduzione italiana a qualsiasi lettore.