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Sinossi
Le tragedie di Euripide nell’edizione Marsilio del 2022 raccolgono in un unico volume la traduzione italiana delle diciotto tragedie superstiti del poeta ateniese (480-406 a.C.), dalla Alcesti alle Baccanti. L’edizione Marsilio offre al lettore italiano un accesso completo all’intera produzione tragica euripidea in traduzione moderna e accessibile, con introduzione critica che contestualizza l’opera nel quadro del teatro ateniese del V secolo a.C.
Recensione
Euripide (480-406 a.C.) è il terzo dei grandi tragici ateniesi e il più controverso: incompreso e criticato dai contemporanei — Aristofane lo parodiava nelle Rane — fu il più letto e ammirato nell’antichità successiva e il più influente sulla tradizione teatrale europea. Le diciotto tragedie superstiti — su circa novanta composte — coprono un arco di quasi mezzo secolo di creazione drammatica e mostrano un’evoluzione stilistica e tematica di straordinaria ricchezza.
L’edizione Marsilio del 2022 che raccoglie tutte le tragedie in un unico volume è uno strumento prezioso per chi voglia avere una visione d’insieme della produzione euripidea. La varietà è notevole: dalle prime tragedie di impianto più tradizionale come l’Alcesti alle grandi opere della maturità come Medea, Ippolito e le Baccanti, fino alle tragedie romanzesche dell’Ifigenia in Tauride e dell’Elena. Ogni tragedia affronta temi diversi con approcci drammaturgici originali.
La modernità di Euripide è nel suo sguardo: i suoi personaggi dubitano degli dèi, analizzano le proprie passioni con lucidità quasi clinica, parlano un linguaggio più vicino alla realtà quotidiana. Racine, Goethe, O’Neill — tutti hanno guardato a Euripide come al tragico più vicino alla sensibilità moderna.
Consiglio di lettura: ideale come volume di riferimento per chi voglia avere tutta la produzione euripidea in un unico testo accessibile; ottima introduzione al teatro greco per chi non lo conosce.