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Sinossi
Le Baccanti di Euripide, nell’edizione BUR, è l’ultima tragedia del poeta ateniese, rappresentata postuma nel 405 a.C. dopo la sua morte in Macedonia. La tragedia narra l’arrivo di Dioniso a Tebe per affermare la propria divinità: il re Penteo, che rifiuta di riconoscere il dio, viene punito con la follia e fatto a pezzi dalla madre Agave e dalle altre baccanti sul monte Citerone, in preda all’invasamento dionisiaco. La tragedia esplora il conflitto tra la razionalità del potere e le forze irrazionali e divine che lo trascendono.
Recensione
Le Baccanti di Euripide (480-406 a.C.) sono l’ultima e forse la più enigmatica delle tragedie greche conservate. Rappresentata postuma ad Atene nel 405 a.C. dopo che il poeta era morto alla corte macedone di Archelao, l’opera ha alimentato per secoli dibattiti interpretativi irrisolti: è una celebrazione del dionisismo o una critica? È la tragedia del razionalismo sconfitto dall’irrazionale o del dio vendicativo che punisce l’empietà?
La trama è costruita con potenza drammatica straordinaria. Dioniso — che appare in scena travestito da sacerdote straniero, nascondendo la propria identità divina — conduce Penteo alla distruzione con raffinata crudeltà psicologica: lo seduce, lo traveste da donna, lo porta sul monte Citerone dove le baccanti, tra cui sua madre Agave, lo fanno a pezzi credendolo un leone. La scena finale, in cui Agave rientra in sé e realizza di tenere in mano la testa del figlio, è tra le più devastanti del teatro greco.
I cori delle baccanti — tra i più belli di Euripide — alternano celebrazioni gioiose del dio a presentimenti oscuri. Lo stile dell’ultimo Euripide è inconfondibile: psicologicamente sofisticato, capace di mantenere aperte le contraddizioni senza risolverle. L’edizione BUR è uno strumento prezioso per avvicinarsi a questo testo straordinario.
Consiglio di lettura: imprescindibile per chi voglia comprendere Euripide e il teatro greco nella sua complessità; la sua ambiguità interpretativa la rende affascinante anche per lettori con interessi filosofici e antropologici.