L’amicizia. Testo latino a fronte

L’amicizia (De amicitia o Laelius de amicitia) di Marco Tullio Cicerone è un dialogo filosofico composto nel 44 a.C., dopo l’assassinio di Cesare, e dedicato all’amico Attico. L’opera è ambientata nel 129 a.C. e il protagonista è Gaio Lelio Sapiente, che riflette sull’amicizia con il genero Scevola poco dopo la morte del suo grande amico Scipione Emiliano. Cicerone esamina la natura dell’amicizia vera — fondata sulla virtù, non sull’utilità — le sue condizioni, i suoi limiti e le sue qualità, producendo il testo più completo sull’argomento nella letteratura latina.

Orazioni cesariane. Testo latino a fronte

Le Orazioni cesariane di Marco Tullio Cicerone, nell’edizione BUR con testo latino a fronte, raccolgono tre discorsi pronunciati nel 46 a.C. alla presenza di Giulio Cesare dopo la vittoria nella guerra civile: la Pro Marcello, in cui Cicerone ringrazia Cesare per aver perdonato Marco Claudio Marcello, avversario politico durante la guerra civile; la Pro Ligario, in difesa di Quinto Ligario accusato di aver combattuto contro Cesare in Africa; la Pro rege Deiotaro, in difesa del re di Galazia accusato di aver attentato alla vita di Cesare. Le tre orazioni mostrano Cicerone nella difficile posizione di avvocato sotto una dittatura.

Il fato. Testo latino a fronte

Il fato (De fato) di Marco Tullio Cicerone, nell’edizione BUR con testo latino a fronte, è un dialogo filosofico incompiuto composto nel 44 a.C. che affronta il problema del determinismo e del libero arbitrio. Cicerone esamina le teorie stoiche sul fato — secondo cui tutto è necessariamente predeterminato da una catena causale universale — e le confuta in favore della libertà della volontà umana. Il dialogo, che ci è pervenuto lacunoso, è una delle principali fonti antiche per la discussione filosofica sul rapporto tra fato, necessità e libertà morale.

Difesa di Marco Celio

La Difesa di Marco Celio (Pro Caelio) di Marco Tullio Cicerone, nell’edizione BUR, è un’orazione giudiziaria pronunciata nel 56 a.C. in difesa del giovane Marco Celio Rufo, accusato di violenza politica, tentato avvelenamento e furto di oro. La vera protagonista del processo è però Clodia Metelli, l’aristocratica romana — sorella del tribuno Clodio, acerrimo nemico di Cicerone — che ha intentato o ispirato l’accusa dopo la fine della relazione amorosa con Celio. Cicerone trasforma l’orazione in un attacco feroce alla reputazione morale di Clodia.

I doveri. Testo latino a fronte

I doveri (De officiis) di Marco Tullio Cicerone, nell’edizione BUR con testo latino a fronte, è il trattato etico in tre libri composto nel 44 a.C. e dedicato al figlio Marco. Il primo libro analizza l’onesto (honestum) attraverso le quattro virtù cardinali; il secondo tratta dell’utile (utile) e di come guadagnarsi la stima altrui nella vita pubblica; il terzo affronta il conflitto tra onesto e utile, sostenendo con argomenti stoici che ciò che sembra utile ma è disonesto è in realtà dannoso. È il testo filosofico latino più influente della storia occidentale.

Difesa di Cluenzio. Testo latino a fronte

La Difesa di Cluenzio (Pro Cluentio) di Marco Tullio Cicerone, nell’edizione BUR con testo latino a fronte, è un’orazione giudiziaria pronunciata nel 66 a.C. in difesa di Aulo Cluenzio Abito, accusato di aver avvelenato il patrigno Stazio Albio Oppianico. Il caso è straordinariamente intricato: Cluenzio aveva già in precedenza fatto condannare Oppianico per tentato avvelenamento, subendo poi l’accusa di aver corrotto la giuria. Cicerone deve difendere il cliente da accuse vecchie e nuove navigando in un labirinto di veleni, corruzioni, testimonianze contraddittorie e rancori familiari.

Tuscolane

Le Tuscolane di Marco Tullio Cicerone, nell’edizione BUR, sono cinque dialoghi filosofici composti nel 45 a.C. nella villa di Tuscolo, dopo la morte della figlia Tullia. Il primo libro affronta il disprezzo della morte; il secondo il sopportare il dolore fisico; il terzo la cura dei turbamenti dell’animo; il quarto le passioni come malattie dell’anima; il quinto sostiene che la virtù è sufficiente per la felicità. I dialoghi attingono largamente alla tradizione filosofica greca — soprattutto stoica, epicurea e peripatetica — per costruire una filosofia pratica in lingua latina.

Il poeta Archia

L’orazione Pro Archia poeta di Marco Tullio Cicerone, nell’edizione BUR, è un discorso difensivo pronunciato nel 62 a.C. in favore del poeta greco Archia di Antiochia, accusato di aver usurpato illegittimamente la cittadinanza romana. Cicerone difende il diritto di Archia alla cittadinanza su base legale ma soprattutto trasforma l’orazione in un’appassionata difesa della letteratura e della cultura come valori supremi della civiltà, sostenendo che gli studi liberali formano il carattere e che i poeti meritano protezione e riconoscimento per il servizio che rendono alla gloria di Roma.

Dell’oratore. Testo latino a fronte

Dell’oratore (De oratore) di Marco Tullio Cicerone è un dialogo retorico in tre libri composto nel 55 a.C. e ambientato nella villa di Tuscolo di Lucio Licinio Crasso nel 91 a.C. I protagonisti — i grandi oratori Crasso e Marco Antonio, con altri personaggi storici — discutono della natura e della formazione dell’oratore ideale: il primo libro tratta della preparazione culturale e filosofica necessaria; il secondo delle tecniche argomentative, dell’uso dell’umorismo e della memoria; il terzo dello stile, della dizione e dell’actio. È considerato il trattato retorico più completo dell’antichità latina.

La repubblica. Testo latino a fronte

La repubblica (De re publica) di Marco Tullio Cicerone è un dialogo in sei libri composto tra il 54 e il 51 a.C., ambientato nel 129 a.C. nella villa di Scipione Emiliano. I protagonisti — Scipione, Lelio e altri personaggi storici — discutono della costituzione ideale dello stato, dei diversi sistemi di governo (monarchia, aristocrazia, democrazia e le loro degenerazioni), del ruolo del cittadino nella vita pubblica e della virtù necessaria al governante. Il sesto libro contiene il celebre Somnium Scipionis, visione cosmica dell’aldilà.