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Sinossi
L’orazione Pro Archia poeta di Marco Tullio Cicerone, nell’edizione BUR, è un discorso difensivo pronunciato nel 62 a.C. in favore del poeta greco Archia di Antiochia, accusato di aver usurpato illegittimamente la cittadinanza romana. Cicerone difende il diritto di Archia alla cittadinanza su base legale ma soprattutto trasforma l’orazione in un’appassionata difesa della letteratura e della cultura come valori supremi della civiltà, sostenendo che gli studi liberali formano il carattere e che i poeti meritano protezione e riconoscimento per il servizio che rendono alla gloria di Roma.
Recensione
La Pro Archia poeta è una delle orazioni più brevi e più celebri di Cicerone, e una delle pagine più belle che l’antichità latina ci abbia lasciato sulla dignità della letteratura e della cultura. Pronunciata nel 62 a.C. in difesa del poeta greco Archia di Antiochia — accusato di aver usurpato la cittadinanza romana — l’orazione è formalmente un discorso giudiziario ma sostanzialmente un manifesto della civiltà umanistica.
Cicerone affronta la questione legale con rapidità e poi dedica la maggior parte del discorso a qualcosa di più importante: perché la poesia e gli studi letterari meritano rispetto e protezione. L’argomentazione è triplice: gli studi liberali formano il carattere e rendono migliori gli uomini; i poeti perpetuano la gloria delle imprese eroiche e quindi servono la patria non meno dei soldati; la bellezza della letteratura è un dono divino che trascende l’utilità pratica. Il celebre passaggio «haec studia adulescentiam alunt, senectutem oblectant» — questi studi nutrono la giovinezza e dilettano la vecchiaia — è tra i testi più citati dell’intera letteratura latina.
L’edizione BUR offre questo testo fondamentale in una forma accessibile, prezioso sia per lo studio della retorica ciceroniana sia come riflessione sul valore della cultura.
Consiglio di lettura: accessibile a tutti; una delle letture più brevi e più ricche di Cicerone, indispensabile per chiunque ami la letteratura e voglia trovarne la più bella difesa nell’antichità.