L’amicizia. Testo latino a fronte

L’amicizia (De amicitia o Laelius de amicitia) di Marco Tullio Cicerone è un dialogo filosofico composto nel 44 a.C., dopo l’assassinio di Cesare, e dedicato all’amico Attico. L’opera è ambientata nel 129 a.C. e il protagonista è Gaio Lelio Sapiente, che riflette sull’amicizia con il genero Scevola poco dopo la morte del suo grande amico Scipione Emiliano. Cicerone esamina la natura dell’amicizia vera — fondata sulla virtù, non sull’utilità — le sue condizioni, i suoi limiti e le sue qualità, producendo il testo più completo sull’argomento nella letteratura latina.

I canti

I Canti (Carmina) di Gaio Valerio Catullo, nell’edizione BUR, raccolgono i 116 componimenti del poeta veronese (84-54 a.C. circa) che ci sono pervenuti. La raccolta comprende tre sezioni: poesie brevi in metri vari (polimetrica), poesie lunghe tra cui l’epitalamio di Peleo e Teti e il carme 64 (carmina docta), e distici elegiaci. Al centro della produzione catulliana sta la relazione tormentata con Lesbia — nome poetico di Clodia Metelli — che ispira i carmi d’amore più intensi e celebri della letteratura latina.

La pentola del tesoro. Testo latino a fronte

L’Aulularia (La pentola del tesoro) di Tito Maccio Plauto, nell’edizione BUR con testo latino a fronte, è una commedia incentrata sul vecchio avaro Euclione che ha trovato in casa una pentola piena d’oro. L’ossessione di Euclione per il suo tesoro — che nasconde continuamente e teme di perdere — crea una serie di situazioni comiche. Nel frattempo il giovane Liconide ha sedotto la figlia di Euclione Fedra, e il vecchio Megadoro vorrebbe sposarla. La commedia, pervenutaci incompleta, termina con il matrimonio di Fedra e Liconide e il recupero della pentola rubata dallo schiavo di Liconide.

La congiura di Catilina. Testo latino a fronte

La Congiura di Catilina (Bellum Catilinae) di Gaio Sallustio Crispo è una monografia storica che narra la congiura ordita nel 63 a.C. da Lucio Sergio Catilina per rovesciare la Repubblica romana con la violenza. L’opera descrive la formazione della congiura, la scoperta da parte del console Cicerone, i celebri discorsi in Senato di Cesare e Catone, la sconfitta e la morte di Catilina nella battaglia di Pistoia. Sallustio utilizza la congiura come specchio per riflettere sulla corruzione morale che stava distruggendo la Repubblica.

Il soldato fanfarone. Testo latino a fronte

Il Miles gloriosus (Il soldato fanfarone) di Tito Maccio Plauto, nell’edizione BUR con testo latino a fronte, è una commedia in cinque atti che ha come protagonista Pirgopolinice, un soldato greco vanitoso e stupido convinto di essere irresistibile con le donne. Lo schiavo astuto Palestrione orchestra un piano elaborato per liberare la cortigiana Filocomasio, tenuta prigioniera dal soldato, e ricongiungerla al giovane ateniese Pleusicle che la ama. La commedia è famosa per aver creato il tipo comico del miles gloriosus — il soldato fanfarone — che ha avuto fortuna immensa nella tradizione teatrale europea.

Orazioni cesariane. Testo latino a fronte

Le Orazioni cesariane di Marco Tullio Cicerone, nell’edizione BUR con testo latino a fronte, raccolgono tre discorsi pronunciati nel 46 a.C. alla presenza di Giulio Cesare dopo la vittoria nella guerra civile: la Pro Marcello, in cui Cicerone ringrazia Cesare per aver perdonato Marco Claudio Marcello, avversario politico durante la guerra civile; la Pro Ligario, in difesa di Quinto Ligario accusato di aver combattuto contro Cesare in Africa; la Pro rege Deiotaro, in difesa del re di Galazia accusato di aver attentato alla vita di Cesare. Le tre orazioni mostrano Cicerone nella difficile posizione di avvocato sotto una dittatura.

Andria

L’Andria (La ragazza di Andro) di Publio Terenzio Afro, nell’edizione BUR, è la commedia d’esordio del poeta cartaginese, rappresentata nel 166 a.C. Panfilo è innamorato di Glicera, una ragazza di Andro senza famiglia nota, ma il padre Simone lo vuole sposare con la figlia del vicino Cremete. Lo schiavo Davo cerca di aiutare il giovane con inganni maldestri che complicano la situazione, finché si scopre che Glicera è in realtà la figlia perduta di Cremete: l’ostacolo al matrimonio scompare e tutto si risolve felicemente.

La suocera

La suocera (Hecyra) di Publio Terenzio Afro, nell’edizione BUR, è una commedia in cinque atti considerata la più insolita e meno convenzionale del teatro terenziano. Panfilo, tornato da un viaggio, scopre che la moglie Filumena è tornata dai suoi genitori senza che nessuno voglia spiegare il motivo. La verità che emerge gradualmente è che Filumena è rimasta incinta prima del matrimonio in seguito a uno stupro — e che lo stupratore è proprio Panfilo, che non riconosceva la moglie al buio. La commedia si chiude con un lieto fine che risolve la situazione, ma senza la convenzionale agnizione pubblica: i segreti restano segreti per proteggere la dignità dei personaggi.

Anfitrione. Testo latino a fronte

L’Anfitrione di Tito Maccio Plauto, nell’edizione BUR con testo latino a fronte, è una commedia unica nel suo genere: l’unica commedia mitologica di Plauto, che chiama scherzosamente la sua opera «tragicommedia» poiché mescola personaggi divini ed eroici con le convenzioni della commedia borghese. Giove, innamorato di Alcmena moglie del generale Anfitrione, si trasforma nelle sue sembianze per giacere con lei durante l’assenza del marito; Mercurio si trasforma nello schiavo Sosia. Al ritorno di Anfitrione i continui equivoci sull’identità delle persone creano situazioni comiche sempre più intricate, fino alla rivelazione finale di Giove e all’annuncio della nascita di Ercole.

Il fato. Testo latino a fronte

Il fato (De fato) di Marco Tullio Cicerone, nell’edizione BUR con testo latino a fronte, è un dialogo filosofico incompiuto composto nel 44 a.C. che affronta il problema del determinismo e del libero arbitrio. Cicerone esamina le teorie stoiche sul fato — secondo cui tutto è necessariamente predeterminato da una catena causale universale — e le confuta in favore della libertà della volontà umana. Il dialogo, che ci è pervenuto lacunoso, è una delle principali fonti antiche per la discussione filosofica sul rapporto tra fato, necessità e libertà morale.

Difesa di Marco Celio

La Difesa di Marco Celio (Pro Caelio) di Marco Tullio Cicerone, nell’edizione BUR, è un’orazione giudiziaria pronunciata nel 56 a.C. in difesa del giovane Marco Celio Rufo, accusato di violenza politica, tentato avvelenamento e furto di oro. La vera protagonista del processo è però Clodia Metelli, l’aristocratica romana — sorella del tribuno Clodio, acerrimo nemico di Cicerone — che ha intentato o ispirato l’accusa dopo la fine della relazione amorosa con Celio. Cicerone trasforma l’orazione in un attacco feroce alla reputazione morale di Clodia.

Formione. Testo latino a fronte

Il Formione di Publio Terenzio Afro, nell’edizione BUR con testo latino a fronte, è una commedia rappresentata nel 161 a.C. Il parassita Formione — il cui nome dà il titolo all’opera — è un personaggio di straordinaria astuzia che aiuta i due giovani Fedria e Antifone a ottenere le donne che amano contro la volontà dei rispettivi padri. Fedria è innamorato di una suonatrice di cetra che vuole riscattare dalla schiavitù; Antifone ha sposato segretamente una ragazza povera. Formione orchestra una serie di inganni ai danni dei vecchi padri Demifone e Cremete, culminanti in una soluzione sorprendente.

I doveri. Testo latino a fronte

I doveri (De officiis) di Marco Tullio Cicerone, nell’edizione BUR con testo latino a fronte, è il trattato etico in tre libri composto nel 44 a.C. e dedicato al figlio Marco. Il primo libro analizza l’onesto (honestum) attraverso le quattro virtù cardinali; il secondo tratta dell’utile (utile) e di come guadagnarsi la stima altrui nella vita pubblica; il terzo affronta il conflitto tra onesto e utile, sostenendo con argomenti stoici che ciò che sembra utile ma è disonesto è in realtà dannoso. È il testo filosofico latino più influente della storia occidentale.

Pseudolo. Testo latino a fronte

Il Pseudolo di Tito Maccio Plauto, nell’edizione BUR con testo latino a fronte, è una commedia rappresentata nel 191 a.C. che Plauto stesso considerava una delle sue opere migliori. Lo schiavo Pseudolo — il cui nome significa «bugiardo» — orchestra un piano elaboratissimo per aiutare il giovane Calidoro a liberare dalla schiavitù la sua amata Fenicio, venduta dal lenone Ballione a un soldato macedone. L’intrigo si complica quando il soldato manda un suo emissario a ritirare la ragazza: Pseudolo deve battere il lenone e il soldato contemporaneamente, usando come strumento il servo dell’emissario stesso.

Le Bacchidi. Testo latino a fronte

Le Bacchidi di Tito Maccio Plauto, nell’edizione BUR con testo latino a fronte, è una commedia degli equivoci basata su due sorelle cortigiane con lo stesso nome — Bacchide — che creano confusione tra due giovani amici, Pistoclero e Mnesiloco, e i loro padri. Mnesiloco ha affidato a Pistoclero il compito di riscattare la sua amata dalla servitù presso un militare; al ritorno scopre che l’amico frequenta un’altra Bacchide e crede di essere stato tradito. Lo schiavo astuto Crisalo orchestra una serie di inganni ai danni dei vecchi padri per procurare il denaro necessario. La commedia è una delle più ricche di Plauto per complessità dell’intreccio.

Difesa di Cluenzio. Testo latino a fronte

La Difesa di Cluenzio (Pro Cluentio) di Marco Tullio Cicerone, nell’edizione BUR con testo latino a fronte, è un’orazione giudiziaria pronunciata nel 66 a.C. in difesa di Aulo Cluenzio Abito, accusato di aver avvelenato il patrigno Stazio Albio Oppianico. Il caso è straordinariamente intricato: Cluenzio aveva già in precedenza fatto condannare Oppianico per tentato avvelenamento, subendo poi l’accusa di aver corrotto la giuria. Cicerone deve difendere il cliente da accuse vecchie e nuove navigando in un labirinto di veleni, corruzioni, testimonianze contraddittorie e rancori familiari.

Tuscolane

Le Tuscolane di Marco Tullio Cicerone, nell’edizione BUR, sono cinque dialoghi filosofici composti nel 45 a.C. nella villa di Tuscolo, dopo la morte della figlia Tullia. Il primo libro affronta il disprezzo della morte; il secondo il sopportare il dolore fisico; il terzo la cura dei turbamenti dell’animo; il quarto le passioni come malattie dell’anima; il quinto sostiene che la virtù è sufficiente per la felicità. I dialoghi attingono largamente alla tradizione filosofica greca — soprattutto stoica, epicurea e peripatetica — per costruire una filosofia pratica in lingua latina.

Il poeta Archia

L’orazione Pro Archia poeta di Marco Tullio Cicerone, nell’edizione BUR, è un discorso difensivo pronunciato nel 62 a.C. in favore del poeta greco Archia di Antiochia, accusato di aver usurpato illegittimamente la cittadinanza romana. Cicerone difende il diritto di Archia alla cittadinanza su base legale ma soprattutto trasforma l’orazione in un’appassionata difesa della letteratura e della cultura come valori supremi della civiltà, sostenendo che gli studi liberali formano il carattere e che i poeti meritano protezione e riconoscimento per il servizio che rendono alla gloria di Roma.