I fratelli. Testo latino a fronte Disponibile

Letteratura latina

I fratelli. Testo latino a fronte

di P. Afro Terenzio


Sinossi

I Fratelli (Adelphoe) di Publio Terenzio Afro, nell’edizione BUR con testo latino a fronte, è considerata il capolavoro del commediografo cartaginese, rappresentata nel 160 a.C. La commedia mette a confronto due stili educativi opposti attraverso i fratelli Demea, padre severo e tradizionale, e Micione, zio permissivo e filosoficamente orientato, che allevano rispettivamente i figli Ctesifone ed Eschino con metodi radicalmente diversi. Il finale, con un capovolgimento ironico delle aspettative, offre una riflessione senza precedenti nella commedia antica sul tema dell’educazione.

Recensione

Gli Adelphoe di Publio Terenzio Afro (190-159 a.C. circa), rappresentati nel 160 a.C. in occasione dei funerali di Emilio Paolo, sono considerati il testamento poetico del commediografo e il vertice della sua produzione. La commedia affronta con una profondità psicologica senza precedenti nel teatro antico il tema del rapporto tra genitori e figli e dei metodi educativi.

Il confronto tra Demea — padre severo, autoritario, convinto che solo la disciplina rigida formi il carattere — e Micione — zio permissivo, indulgente, sostenitore di un’educazione basata sulla fiducia e sul dialogo — non si risolve in una facile condanna dell’uno a favore dell’altro. Terenzio costruisce una situazione in cui entrambi i metodi mostrano vantaggi e limiti, e il finale — con Demea che improvvisamente adotta la permissività di Micione portandola all’estremo per dimostrarne l’assurdità — è un capolavoro di ambiguità morale che ha affascinato lettori per due millenni.

La qualità psicologica dei personaggi, la naturalezza dei dialoghi, l’assenza di soluzioni facili fanno degli Adelphoe uno dei testi più moderni dell’intera commedia latina. L’influenza sul teatro europeo, da Molière in poi, è stata profonda. L’edizione BUR con testo latino a fronte è lo strumento ideale per questo capolavoro.

Consiglio di lettura: imprescindibile per chi voglia conoscere il vertice della commedia terenziana; la riflessione sull’educazione rimane sorprendentemente attuale.