Andria

L’Andria (La ragazza di Andro) di Publio Terenzio Afro, nell’edizione BUR, è la commedia d’esordio del poeta cartaginese, rappresentata nel 166 a.C. Panfilo è innamorato di Glicera, una ragazza di Andro senza famiglia nota, ma il padre Simone lo vuole sposare con la figlia del vicino Cremete. Lo schiavo Davo cerca di aiutare il giovane con inganni maldestri che complicano la situazione, finché si scopre che Glicera è in realtà la figlia perduta di Cremete: l’ostacolo al matrimonio scompare e tutto si risolve felicemente.

La suocera

La suocera (Hecyra) di Publio Terenzio Afro, nell’edizione BUR, è una commedia in cinque atti considerata la più insolita e meno convenzionale del teatro terenziano. Panfilo, tornato da un viaggio, scopre che la moglie Filumena è tornata dai suoi genitori senza che nessuno voglia spiegare il motivo. La verità che emerge gradualmente è che Filumena è rimasta incinta prima del matrimonio in seguito a uno stupro — e che lo stupratore è proprio Panfilo, che non riconosceva la moglie al buio. La commedia si chiude con un lieto fine che risolve la situazione, ma senza la convenzionale agnizione pubblica: i segreti restano segreti per proteggere la dignità dei personaggi.

Formione. Testo latino a fronte

Il Formione di Publio Terenzio Afro, nell’edizione BUR con testo latino a fronte, è una commedia rappresentata nel 161 a.C. Il parassita Formione — il cui nome dà il titolo all’opera — è un personaggio di straordinaria astuzia che aiuta i due giovani Fedria e Antifone a ottenere le donne che amano contro la volontà dei rispettivi padri. Fedria è innamorato di una suonatrice di cetra che vuole riscattare dalla schiavitù; Antifone ha sposato segretamente una ragazza povera. Formione orchestra una serie di inganni ai danni dei vecchi padri Demifone e Cremete, culminanti in una soluzione sorprendente.