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Sinossi
Il Simposio di Platone mette in scena un banchetto immaginario durante il quale diversi personaggi illustri dell’Atene classica — Fedro, Pausania, Erissimaco, Aristofane, Agatone e infine Socrate — pronunciano discorsi in lode di Eros. Ogni discorso offre una prospettiva diversa sull’amore, culminando nel discorso di Socrate che riferisce gli insegnamenti della sacerdotessa Diotima: l’amore come scala ascendente verso il Bello assoluto, motore della filosofia stessa. L’improvviso arrivo di Alcibiade ubriaco chiude il dialogo con un ritratto indimenticabile di Socrate.
Recensione
Il Simposio di Platone è uno dei dialoghi filosofici più belli dell’intera tradizione occidentale, composto presumibilmente intorno al 380 a.C. Il testo affronta il tema dell’amore con una varietà di approcci intellettuali e una ricchezza poetica senza eguali.
Ogni discorso rappresenta una prospettiva diversa su Eros: da Fedro che lo esalta come forza cosmica primordiale, ad Aristofane che narra il mito degli esseri sferici originari divisi in due metà che si cercano per l’eternità, fino al culmine nel discorso di Socrate, che tramite gli insegnamenti di Diotima descrive l’amore come scala verso il Bello assoluto.
Il dialogo è un capolavoro di costruzione drammatica: la cornice narrativa complessa, l’arrivo tumultuoso di Alcibiade ubriaco, il ritratto ironico e tenero di Socrate creano un testo che è al tempo stesso trattato filosofico, commedia e documento storico. L’influenza del Simposio sulla cultura europea è incommensurabile: il concetto di «amore platonico» ha strutturato il pensiero occidentale per secoli.
Consiglio di lettura: accessibile a tutti grazie alla forma dialogica e alla bellezza letteraria; imprescindibile per comprendere le radici filosofiche del concetto occidentale di amore e bellezza.