In Commercio
Storia delle arti antiche (Libri XXXIV-XXXVI). Testo latino a fronte
Sinossi
I libri XXXIV-XXXVI della Naturalis Historia di Plinio il Vecchio, raccolti in questo volume BUR con testo latino a fronte sotto il titolo Storia delle arti antiche, trattano della scultura in bronzo (libro XXXIV), della pittura (libro XXXV) e della scultura in marmo e delle pietre preziose (libro XXXVI). Plinio cataloga le opere d’arte più famose dell’antichità — le statue di Prassitele, i dipinti di Apelle, il Laocoonte — descrivendo tecniche, materiali, prezzi e aneddoti sugli artisti. È la principale fonte antica per la storia dell’arte greca e romana.
Recensione
Plinio il Vecchio (23-79 d.C.) morì durante l’eruzione del Vesuvio che seppellì Pompei, lasciando incompiuta la monumentale Naturalis Historia in 37 libri — l’enciclopedia più vasta dell’antichità latina. I libri XXXIV-XXXVI, raccolti in questo volume BUR, sono tra i più preziosi dell’intera opera: costituiscono la principale fonte antica per la storia dell’arte greca e romana, e senza di essi la nostra conoscenza della scultura e della pittura antiche sarebbe enormemente più povera.
Plinio non è un critico d’arte nel senso moderno: è un compilatore erudito che raccoglie informazioni da fonti diverse con criteri enciclopedici più che estetici. Ma la sua passione per l’argomento è autentica, e le sue descrizioni — per quanto tecnicamente imprecise secondo i criteri moderni — hanno guidato generazioni di umanisti e artisti nel tentativo di ricostruire l’arte antica perduta. Il celebre passo sul Laocoonte («opus omnibus et picturae et statuariae artis praeferendum») e i profili degli artisti greci — Fidia, Prassitele, Lisippo, Apelle — sono testi fondamentali per la storia dell’arte.
L’edizione BUR con testo latino a fronte è lo strumento ideale per questo materiale che richiede spesso il confronto con l’originale per valutare le scelte traduttive su termini tecnici di difficile interpretazione.
Consiglio di lettura: indispensabile per storici dell’arte antica e archeologi; affascinante per chiunque ami l’arte greca e voglia conoscere come i Romani la percepivano e la valutavano.