Alcesti-Eraclidi. Testo greco a fronte

Il volume Oscar Mondadori raccoglie due tragedie di Euripide con testo greco a fronte: l’Alcesti e gli Eraclidi. L’Alcesti (438 a.C.) narra il sacrificio della moglie di Admeto e il suo recupero dagli Inferi da parte di Eracle. Gli Eraclidi (430 a.C. circa) narrano i figli di Eracle perseguitati dal tiranno Euristeo che trovano rifugio ad Atene. Le due tragedie, pur diverse per tono — la prima ibrida tra tragedia e commedia, la seconda esplicitamente politica — hanno in comune la figura di Eracle come presenza salvifica.

Ifigenia in Aulide

L’Ifigenia in Aulide di Euripide nell’edizione Marsilio del 2001 è l’ultima tragedia del poeta ateniese, rimasta incompiuta alla sua morte e completata postumamente. La tragedia narra gli eventi precedenti alla guerra di Troia: Agamennone deve sacrificare la figlia Ifigenia alla dea Artemide per ottenere venti favorevoli alla flotta greca bloccata ad Aulide. Ifigenia, convocata con l’inganno con la promessa delle nozze con Achille, scopre la verità ma alla fine accetta volontariamente il proprio sacrificio per la gloria della Grecia.

Eraclidi-Supplici. Testo greco a fronte

Il volume Garzanti raccoglie due tragedie politiche di Euripide con testo greco a fronte: gli Eraclidi e le Supplici. Gli Eraclidi (430 a.C. circa) narrano i figli di Eracle perseguitati dal tiranno Euristeo che cercano rifugio ad Atene; le Supplici (422 a.C. circa) mostrano le madri degli eroi argivi caduti a Tebe che chiedono al re ateniese Teseo di intervenire per ottenere la restituzione dei corpi. Entrambe le tragedie celebrano Atene come difensore dei valori civili e della pietà religiosa contro la tirannide e la prepotenza.

Elettra. Testo greco a fronte

L’Elettra di Euripide, nell’edizione Mondadori del 2025 con testo greco a fronte, è una tragedia rappresentata probabilmente intorno al 413 a.C. che riprende il tema della vendetta dei figli di Agamennone — già trattato da Eschilo nelle Coefore e da Sofocle nella sua Elettra — in una versione radicalmente diversa. Elettra è stata data in moglie a un povero contadino per sminuirne il prestigio; Oreste arriva da straniero e i due fratelli tramano insieme l’uccisione della madre Clitennestra e di Egisto. Il matricidio, una volta compiuto, lascia entrambi i fratelli in preda al rimorso e all’orrore.

Andromaca-Troiane. Testo greco a fronte

Il volume Garzanti raccoglie due tragedie di Euripide con testo greco a fronte: l’Andromaca e le Troiane. L’Andromaca (composta intorno al 425 a.C.) narra le sofferenze della vedova di Ettore diventata schiava e concubina di Neottolemo, minacciata dalla moglie legittima Ermione e dal padre di lei Menelao. Le Troiane (415 a.C.) mostrano le donne troiane nell’attesa della schiavitù dopo la caduta di Troia: Ecuba, Cassandra, Andromaca e Elena di fronte alla catastrofe totale della sconfitta.

Supplici

Le Supplici di Euripide nell’edizione Rizzoli del 2023 è una tragedia politica rappresentata probabilmente intorno al 422 a.C. Le madri degli eroi argivi caduti davanti a Tebe implorano il re ateniese Teseo di intervenire presso Tebe per ottenere la restituzione dei corpi dei loro figli per la sepoltura. Teseo, dopo un’iniziale esitazione, accetta di difendere il diritto alla sepoltura in nome delle leggi divine e della tradizione panellenica. La tragedia celebra Atene come difensore dei valori civili e religiosi universali contro la tirannide tebana.

Difesa di Marco Celio

La Difesa di Marco Celio (Pro Caelio) di Marco Tullio Cicerone, nell’edizione BUR, è un’orazione giudiziaria pronunciata nel 56 a.C. in difesa del giovane Marco Celio Rufo, accusato di violenza politica, tentato avvelenamento e furto di oro. La vera protagonista del processo è però Clodia Metelli, l’aristocratica romana — sorella del tribuno Clodio, acerrimo nemico di Cicerone — che ha intentato o ispirato l’accusa dopo la fine della relazione amorosa con Celio. Cicerone trasforma l’orazione in un attacco feroce alla reputazione morale di Clodia.

I doveri. Testo latino a fronte

I doveri (De officiis) di Marco Tullio Cicerone, nell’edizione BUR con testo latino a fronte, è il trattato etico in tre libri composto nel 44 a.C. e dedicato al figlio Marco. Il primo libro analizza l’onesto (honestum) attraverso le quattro virtù cardinali; il secondo tratta dell’utile (utile) e di come guadagnarsi la stima altrui nella vita pubblica; il terzo affronta il conflitto tra onesto e utile, sostenendo con argomenti stoici che ciò che sembra utile ma è disonesto è in realtà dannoso. È il testo filosofico latino più influente della storia occidentale.

Orazioni I-XV

Le Orazioni I-XV di Lisia, nell’edizione BUR, raccolgono la prima parte della produzione oratoria del logografo ateniese (445-380 a.C. circa). Lisia è il più grande logografo greco — scrittore professionale di discorsi per conto di clienti nei tribunali ateniesi — e le sue orazioni sono documenti preziosi sulla vita giudiziaria, politica e sociale di Atene nel V e IV secolo a.C. La più celebre è l’orazione XII, contro Eratostene, in cui Lisia accusa personalmente uno dei Trenta Tiranni di aver fatto assassinare il fratello durante il regime oligarchico del 404 a.C.

Vite parallele. Demostene e Cicerone. Testo greco a fronte

Le Vite parallele di Plutarco dedicate a Demostene e Cicerone, nell’edizione BUR con testo greco a fronte, accostano i due più grandi oratori dell’antichità — il greco del IV secolo a.C. e il romano del I secolo a.C. — in una coppia di straordinaria rilevanza culturale. Demostene difese l’indipendenza di Atene contro Filippo di Macedonia con le celebri Filippiche, morendo dopo la sconfitta finale. Cicerone difese la Repubblica romana contro Catilina e poi contro Antonio, pagando con la vita la sua battaglia per la libertà. Plutarco conclude con un confronto esplicito dei due oratori.