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Sinossi
Il volume Garzanti raccoglie due tragedie di Euripide con testo greco a fronte: l’Andromaca e le Troiane. L’Andromaca (composta intorno al 425 a.C.) narra le sofferenze della vedova di Ettore diventata schiava e concubina di Neottolemo, minacciata dalla moglie legittima Ermione e dal padre di lei Menelao. Le Troiane (415 a.C.) mostrano le donne troiane nell’attesa della schiavitù dopo la caduta di Troia: Ecuba, Cassandra, Andromaca e Elena di fronte alla catastrofe totale della sconfitta.
Recensione
Il volume Garzanti che raccoglie Andromaca e Troiane di Euripide accosta due tragedie che affrontano da prospettive diverse il tema della guerra e delle sue vittime — in particolare le donne troiane che sopravvivono alla distruzione della loro città.
L’Andromaca, composta intorno al 425 a.C. in piena guerra del Peloponneso, è la meno nota delle due ma di grande interesse politico: il ritratto degli Spartani — Menelao ed Ermione — come avidi, sleali e crudeli è una presa di posizione politica esplicita in un momento di guerra tra Atene e Sparta. La figura di Andromaca — vedova di Ettore, schiava, madre che cerca di salvare il figlio — è uno dei ritratti femminili più toccanti di Euripide.
Le Troiane (415 a.C.) sono la risposta euripidea al massacro di Melo — l’isola greca sterminata dagli Ateniesi quell’anno stesso — e sono forse la più esplicita condanna della guerra nella letteratura antica. Non c’è azione, solo attesa e lamento: Ecuba, Cassandra, Andromaca, Elena mostrano diverse modalità di rispondere alla catastrofe totale. Il coro finale che guarda Troia bruciare è tra i momenti più strazianti del teatro antico.
Consiglio di lettura: fondamentale per chi voglia conoscere la dimensione politica e pacifista di Euripide; le Troiane in particolare sono una lettura necessaria per chiunque voglia capire come la letteratura antica parli di guerra.