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Sinossi
Le Vite parallele di Plutarco dedicate a Demostene e Cicerone, nell’edizione BUR con testo greco a fronte, accostano i due più grandi oratori dell’antichità — il greco del IV secolo a.C. e il romano del I secolo a.C. — in una coppia di straordinaria rilevanza culturale. Demostene difese l’indipendenza di Atene contro Filippo di Macedonia con le celebri Filippiche, morendo dopo la sconfitta finale. Cicerone difese la Repubblica romana contro Catilina e poi contro Antonio, pagando con la vita la sua battaglia per la libertà. Plutarco conclude con un confronto esplicito dei due oratori.
Recensione
La coppia Demostene-Cicerone è la più celebre e la più significativa delle Vite parallele di Plutarco di Cheronea (46-127 d.C.): i due più grandi oratori dell’antichità — il greco che lottò contro Filippo di Macedonia, il romano che lottò contro Antonio — accostati in un parallelo che è anche una riflessione sulla grandezza e sul tragico destino degli uomini di parola in un’epoca di forza bruta.
Demostene (384-322 a.C.) è il caso più straordinario della storia dell’oratoria: balbuziente di natura, si racconta che si esercitasse parlando con i sassolini in bocca e correndo in salita. Le Filippiche — i discorsi contro Filippo di Macedonia — sono il vertice dell’oratoria politica greca e il modello a cui si ispirerà Cicerone nelle sue Filippiche contro Antonio, quasi a voler ripetere il gesto del grande predecessore. Entrambi fallirono politicamente: Demostene si avvelenò dopo la sconfitta di Lamia, Cicerone fu decapitato per ordine di Antonio.
Il parallelo di Plutarco è di rara finezza: i due oratori sono simili per il talento, per la carriera politica costruita sulla parola, per la fine violenta. Diversi per il carattere — Demostene più austero e concentrato, Cicerone più vanitoso e instabile — e per il contesto storico. Il confronto finale è uno dei più equilibrati e acuti dei Synkriseis plutarchei. L’edizione BUR del 1995 con testo greco a fronte è fondamentale per questo testo.
Consiglio di lettura: imprescindibile per chi si interessi alla retorica antica e al parallelo tra cultura greca e romana; le due biografie possono essere lette indipendentemente ma il confronto finale rivela la profondità del progetto plutarcheo.