Le rane. Testo greco a fronte In Commercio

Letteratura greca

Le rane. Testo greco a fronte

di Aristofane


Sinossi

Le rane di Aristofane, nell’edizione BUR con testo greco a fronte, è una commedia rappresentata alle Lenee del 405 a.C. e premiata con il primo premio. Il dio Dioniso, insoddisfatto dei tragediografi viventi dopo la morte di Euripide e Sofocle, scende negli Inferi accompagnato dallo schiavo Xantia per riportare sulla terra Euripide. Negli Inferi si trova a fare da giudice in una gara poetica tra Eschilo e Euripide per il trono della tragedia. Alla fine Dioniso — che era andato per Euripide — sceglie Eschilo e lo riporta in vita.

Recensione

Le rane di Aristofane (450-388 a.C. circa), rappresentate nel 405 a.C. poche settimane dopo la morte di Sofocle e poco dopo quella di Euripide, sono la commedia più ricca di riflessione letteraria del teatro greco antico. La discesa di Dioniso negli Inferi per recuperare un grande tragediografo è l’occasione per Aristofane di mettere in scena un agone poetico tra Eschilo e Euripide — uno dei più brillanti saggi di critica letteraria che l’antichità ci abbia tramandato.

La struttura è in due parti: la prima, comica e burlesca, narra il viaggio di Dioniso e Xantia verso gli Inferi con continue scene di paura e travestimento; la seconda, più seria e intellettuale, presenta l’agone tra i due poeti. Aristofane fa parlare Eschilo e Euripide con le loro effettive caratteristiche stilistiche — il grandioso sublime di Eschilo contro la sottile psicologia euripidea — in una critica letteraria che è anche critica politica: Aristofane preferisce Eschilo perché la sua poetica forma cittadini coraggiosi, mentre Euripide forma sofisti che dubitano di tutto.

La scena della «bilancia dei versi» — in cui si pesano letteralmente i versi dei due poeti — è uno dei momenti più divertenti e al tempo stesso più profondi del teatro greco. Le rane vinsero il primo premio e ottennero l’onore rarissimo di una seconda rappresentazione. L’edizione BUR con testo greco a fronte è fondamentale.

Consiglio di lettura: fondamentale per chi si interessi al teatro greco e alla critica letteraria antica; la seconda parte in particolare è accessibile e illuminante anche per chi non conosca direttamente Eschilo ed Euripide.

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