Il ciclope

Il Ciclope di Euripide nell’edizione Mesogea del 2013 è l’unico dramma satiresco completo dell’antichità greca, qui presentato in traduzione italiana. Il satiro Sileno e il coro di satiri sono schiavi del Ciclope Polifemo; quando Odisseo arriva sull’isola, il Ciclope cattura lui e i compagni. Odisseo, con l’aiuto riluttante dei satiri, ubriaca il Ciclope e lo acceca. L’edizione Mesogea, senza testo greco a fronte, è pensata per un pubblico non specializzato che voglia avvicinarsi a questo testo raro in traduzione accessibile.

Il ciclope. Testo greco a fronte

Il Ciclope di Euripide nell’edizione Marsilio del 2003 con testo greco a fronte è l’unico dramma satiresco completo dell’antichità greca. Il satiro Sileno e il coro di satiri sono schiavi del Ciclope Polifemo nell’isola della Sicilia; quando Odisseo e i suoi compagni arrivano chiedendo rifugio, il Ciclope li cattura per mangiarli. Odisseo, con l’aiuto dei satiri, ubriaca il Ciclope e lo acceca — riproducendo l’episodio omerico ma in chiave comica e burlesca, con i satiri che alternano vanto e vigliaccheria. L’edizione Marsilio offre un testo critico con introduzione e note.

Le baccanti. Testo greco a fronte

Le Baccanti di Euripide nell’edizione Feltrinelli del 2014 con testo greco a fronte presentano l’ultima e più enigmatica tragedia del poeta ateniese, rappresentata postuma nel 405 a.C. Dioniso — il dio del vino, dell’estasi e del teatro — arriva a Tebe travestito da sacerdote straniero per affermare la propria divinità. Il re Penteo, che rifiuta di riconoscere il dio, viene punito con la follia e fatto a pezzi dalla madre Agave e dalle baccanti sul monte Citerone. L’edizione Feltrinelli offre testo greco e traduzione italiana con introduzione critica.

Baccanti. Testo greco a fronte

Le Baccanti di Euripide nell’edizione Oscar Mondadori del 2019 con testo greco a fronte presentano l’ultima tragedia del poeta ateniese con una traduzione italiana moderna e un apparato critico aggiornato. Dioniso giunge a Tebe per affermare la propria divinità: il re Penteo, che rifiuta di riconoscere il dio e cerca di imprigionarlo, viene punito con la follia e straziato sul Citerone dalla madre Agave e dalle baccanti in preda all’invasamento dionisiaco. Solo dopo Dioniso rivela la propria identità e annuncia le punizioni per tutta la famiglia di Cadmo.

Pseudolo. Testo latino a fronte

Il Pseudolo di Tito Maccio Plauto, nell’edizione BUR con testo latino a fronte, è una commedia rappresentata nel 191 a.C. che Plauto stesso considerava una delle sue opere migliori. Lo schiavo Pseudolo — il cui nome significa «bugiardo» — orchestra un piano elaboratissimo per aiutare il giovane Calidoro a liberare dalla schiavitù la sua amata Fenicio, venduta dal lenone Ballione a un soldato macedone. L’intrigo si complica quando il soldato manda un suo emissario a ritirare la ragazza: Pseudolo deve battere il lenone e il soldato contemporaneamente, usando come strumento il servo dell’emissario stesso.

Dyscolos. Il misantropo. Testo greco a fronte

Il Dyscolos (Il misantropo) di Menandro, nell’edizione BUR con testo greco a fronte, è la commedia più importante del commediografo ateniese (342-291 a.C.) e l’unica pervenutaci quasi integralmente grazie alla scoperta di un papiro egizio nel 1957. Il protagonista Cnemone è un vecchio contadino misantropo che odia gli esseri umani e vuole vivere in totale isolamento. Il giovane Sostratos si innamora della figlia di Cnemone e deve guadagnarsi la fiducia del padre diffidente attraverso il lavoro manuale. Un incidente — Cnemone che cade in un pozzo — porta alla riconciliazione finale.

Formione. Testo latino a fronte

Il Formione di Publio Terenzio Afro, nell’edizione BUR con testo latino a fronte, è una commedia rappresentata nel 161 a.C. Il parassita Formione — il cui nome dà il titolo all’opera — è un personaggio di straordinaria astuzia che aiuta i due giovani Fedria e Antifone a ottenere le donne che amano contro la volontà dei rispettivi padri. Fedria è innamorato di una suonatrice di cetra che vuole riscattare dalla schiavitù; Antifone ha sposato segretamente una ragazza povera. Formione orchestra una serie di inganni ai danni dei vecchi padri Demifone e Cremete, culminanti in una soluzione sorprendente.

Satire. Testo latino a fronte

Le Satire di Decimo Giunio Giovenale, nell’edizione BUR con testo latino a fronte, raccolgono le sedici satire del poeta romano (60-140 d.C. circa) in cinque libri. Giovenale è il più feroce e brillante dei satirici latini: con uno stile grandioso e indignato, attacca i vizi della Roma imperiale — la corruzione dei potenti, la decadenza morale, la condizione delle donne, l’ipocrisia dei filosofi, la miseria dei clienti, l’invadenza degli stranieri. La celebre formula «difficile est saturam non scribere» — è difficile non scrivere satire — sintetizza la sua visione della satira come risposta necessaria all’indignazione morale.

Apocolocyntosis. Testo latino a fronte

L’Apocolocyntosis (La zuccaificazione) di Lucio Anneo Seneca, nell’edizione BUR con testo latino a fronte, è una satira menippea — misto di prosa e versi — scritta probabilmente nell’autunno del 54 d.C., subito dopo la morte dell’imperatore Claudio. Il testo narra in tono farsesco il tentativo di Claudio di essere ammesso all’Olimpo dopo la morte: gli dèi lo rifiutano per i suoi difetti fisici e morali, e alla fine viene condannato a servire come schiavo di un giocatore di dadi negli Inferi. È l’unica satira menippea latina conservata integralmente.

I Menecmi

I Menecmi di Tito Maccio Plauto, nell’edizione BUR, è una commedia degli equivoci basata sul tema dei gemelli identici. Menecmo di Siracusa arriva a Epidamno cercando il fratello gemello Menecmo di Epidamno, rapito da bambino. La presenza dei due identici genera una serie di equivoci con la moglie, l’amante e il parassita dell’uno, fino al riconoscimento finale che riunisce i due fratelli. La commedia è il modello diretto della Commedia degli errori di Shakespeare.