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Sinossi
Le Baccanti di Euripide nell’edizione Feltrinelli del 2014 con testo greco a fronte presentano l’ultima e più enigmatica tragedia del poeta ateniese, rappresentata postuma nel 405 a.C. Dioniso — il dio del vino, dell’estasi e del teatro — arriva a Tebe travestito da sacerdote straniero per affermare la propria divinità. Il re Penteo, che rifiuta di riconoscere il dio, viene punito con la follia e fatto a pezzi dalla madre Agave e dalle baccanti sul monte Citerone. L’edizione Feltrinelli offre testo greco e traduzione italiana con introduzione critica.
Recensione
Le Baccanti di Euripide nell’edizione Feltrinelli con testo greco a fronte si distinguono per le scelte traduttive e l’apparato critico, che offrono una chiave di lettura specifica per questa tragedia straordinariamente complessa. Il confronto con l’edizione Mondadori della stessa opera (post 504) permette di valutare approcci traduttivi diversi a un testo che pone sfide interpretative eccezionali.
Le Baccanti sono l’opera più enigmatica di Euripide: scritte da un poeta che aveva trascorso gli ultimi anni alla corte macedone di Archelao, lontano da Atene, e rappresentate postume, sembrano un testamento spirituale. La domanda fondamentale — Euripide celebra o critica il dionisismo? — rimane aperta e costituisce uno dei problemi interpretativi più affascinanti della filologia classica.
Dioniso è il dio più ambivalente del pantheon greco: dio del vino e della liberazione, ma anche dio della vendetta implacabile; dio del teatro, ma anche dio della dissoluzione dell’identità. Penteo, il re razionalista che cerca di controllare le forze irrazionali, è tanto vittima quanto colpevole. L’edizione Feltrinelli offre uno strumento prezioso per affrontare questa complessità interpretativa.
Consiglio di lettura: fondamentale per la comprensione di Euripide e del dionisismo greco; richiede una certa preparazione ma è una delle esperienze letterarie più intense dell’antichità.