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Sinossi
Le Poesie e frammenti di Saffo, nell’edizione BUR del 2025 con testo greco a fronte, raccolgono l’opera poetica della poetessa di Lesbo (VII-VI secolo a.C.) nella sua forma più completa possibile: i pochi componimenti conservati integri o quasi e i numerosi frammenti tramandati dai papiri egizi e dalle citazioni degli autori antichi. Saffo, considerata nell’antichità «la decima Musa», scrisse poesia lirica in metro saffico — strofe di quattro versi che portano il suo nome — dedicata principalmente all’amore, alla bellezza femminile e al culto di Afrodite.
Recensione
Saffo di Lesbo (attiva intorno al 600 a.C.) è la più grande poetessa dell’antichità greca e una delle voci liriche più potenti della letteratura mondiale. Poco sopravvive della sua opera — i papiri egizi e le citazioni degli autori antichi ci hanno restituito frammenti preziosi ma spesso mutili — eppure anche queste schegge di testo bastano a rivelare una voce poetica di straordinaria intensità e originalità.
Il celebre frammento 31 — «Mi sembra pari agli dèi quell’uomo / che seduto di fronte a te / ascolta la tua dolce voce» — è considerato da molti critici uno dei testi poetici più perfetti mai scritti: la descrizione dei sintomi fisici dell’amore (il cuore che manca, la lingua spezzata, il fuoco sotto la pelle, la cecità, il ronzio nelle orecchie) è di una precisione psicosomatica che anticipa di millenni la psicologia moderna. Catullo lo tradusse in latino (carme 51), Longino lo citò come esempio supremo del sublime.
L’edizione BUR del 2025 con testo greco a fronte aggiorna la tradizione editoriale italiana con i più recenti ritrovamenti papiracei, inclusi i nuovi frammenti scoperti nel XXI secolo che hanno arricchito il corpus saffico. È lo strumento più aggiornato disponibile in italiano per la lettura di questa poetessa fondamentale.
Consiglio di lettura: accessibile a tutti; i frammenti di Saffo sono tra i testi più belli e più brevi della letteratura antica — una lettura di poche ore che lascia un’impressione duratura.