Sophocles

Il secondo volume Loeb dedicato a Sofocle raccoglie le restanti quattro tragedie superstiti: l’Aiace, le Trachinie, l’Elettra e il Filottete. Il testo greco originale è presentato a fronte della traduzione inglese di F. Storr. L’Aiace narra la follia e il suicidio dell’eroe dopo la sconfitta nella contesa delle armi; le Trachinie raccontano la morte di Eracle per mano involontaria della moglie Deianira; l’Elettra affronta il tema della vendetta dei figli di Agamennone; il Filottete mostra il conflitto tra dovere e lealtà nell’eroe abbandonato a Lemno.

Terence

Il primo volume Loeb dedicato a Terenzio raccoglie tre delle sei commedie superstiti del commediografo latino: l’Andria, l’Ecira e l’Eautontimorumenos. Il testo latino è presentato a fronte della traduzione inglese. Publio Terenzio Afro (185-159 a.C. circa), di origine cartaginese, fu il secondo grande rappresentante della commedia latina dopo Plauto. Le sue opere, ispirate alla commedia nuova greca di Menandro e Apollodoro, si distinguono per la raffinatezza stilistica, la complessità psicologica dei personaggi e il tono più riflessivo rispetto all’esuberanza plautina.

Terence

Il secondo volume Loeb dedicato a Terenzio raccoglie le ultime tre commedie superstiti: il Phormio, l’Heauton Timorumenos nella seconda versione e l’Adelphoe. Il testo latino è presentato a fronte della traduzione inglese. Il Phormio è una commedia d’intrigo basata sull’astuzia del parassita Formione; l’Adelphoe (I fratelli) è considerata il capolavoro di Terenzio e affronta il tema educativo attraverso il contrasto tra due stili genitoriali opposti, uno permissivo e uno autoritario.

St. Augustine’s Confessions

Le Confessioni di Agostino di Ippona, nel primo volume dell’edizione Loeb con testo latino a fronte e traduzione inglese, coprono i libri I-VIII dell’opera. Agostino narra la propria autobiografia spirituale dall’infanzia a Tagaste in Numidia attraverso gli anni di studio a Cartagine e Roma, la militanza nel manicheismo, l’insegnamento di retorica a Milano, fino alla conversione al cristianesimo sotto l’influenza di Ambrogio vescovo di Milano e alla morte della madre Monica a Ostia nel 387 d.C.

Confessions, Vol. 2

Il secondo volume Loeb delle Confessioni di Agostino copre i libri IX-XIII dell’opera. Dopo la narrazione autobiografica dei primi otto libri, Agostino sposta il focus dalla storia personale alla riflessione teologica e filosofica. Il libro IX narra la morte della madre Monica a Ostia e il ritorno in Africa; i libri X-XIII abbandonano l’autobiografia per diventare una meditazione sulla memoria, sul tempo e sull’interpretazione allegorica del primo capitolo della Genesi, costruendo una delle più audaci sintesi tra filosofia neoplatonica e teologia cristiana dell’antichità.

Julian, Volume II. Orations 6-8. Letters to Themistius. To The Senate and People of Athens. To a Priest. The Caesars. Misopogon

Il secondo volume dell’edizione Loeb dedicata all’imperatore Giuliano l’Apostata (331-363 d.C.) raccoglie una selezione delle sue opere in prosa greca: le orazioni filosofiche VI-VIII, le lettere a Temistio, al Senato e al popolo di Atene e a un sacerdote, il poemetto satirico I Cesari e il Misopogon (L’odiatore della barba). Quest’ultimo è un’autodifesa ironica scritta dopo le critiche ricevute dagli abitanti di Antiochia per il suo stile di vita austero e la sua barba filosofica, documento unico di autoironia imperiale nell’antichità.

Odes and Epodes

Le Odi e gli Epodi di Quinto Orazio Flacco, nell’edizione Loeb con testo latino a fronte e traduzione inglese, raccolgono i quattro libri delle Odi (103 componimenti in metri lirici greci adattati al latino) e il libro degli Epodi (17 componimenti in distici giambici). Le Odi trattano temi variegati — amicizia, vino, amore, natura, morte, filosofia, politica augustea — con una varietà metrica e tematica straordinaria. Gli Epodi, più arcaici e polemici, mostrano un Orazio più diretto e tagliente nella critica sociale e politica.

Le tusculane

Le Tuscolane di Marco Tullio Cicerone sono cinque dialoghi filosofici composti nel 45 a.C. nella villa di Tuscolo, dopo la morte della figlia Tullia. Ogni libro affronta un tema filosofico legato alla condizione umana: il primo tratta del disprezzo della morte; il secondo del sopportare il dolore; il terzo della cura dei turbamenti dell’animo; il quarto delle passioni; il quinto della sufficienza della virtù per la felicità. I dialoghi si svolgono tra Cicerone e un interlocutore anonimo, attingendo ampiamente alla tradizione filosofica greca, in particolare stoica ed epicurea.

Storia di Apollonio re di Tiro

La Storia di Apollonio re di Tiro è un romanzo latino anonimo di età tardoantica, qui presentato nell’edizione critica della Fondazione Lorenzo Valla a cura di Giulio Vannini con testo latino a fronte. Il racconto narra le avventure del re fenicio Apollonio: esiliato da Antiochia dopo aver scoperto l’incesto del re Antioco, naufraga, perde la moglie creduta morta e la figlia Tarsia rapita dai pirati, prima di ritrovare miracolosamente entrambe dopo anni di peregrinazioni nel Mediterraneo. La storia, che mescola elementi del romanzo greco con temi folklorici e cristiani, ebbe enorme fortuna nel Medioevo.

Le guerre di Mitridate

Le Guerre di Mitridate di Appiano di Alessandria narrano il lungo conflitto tra Roma e Mitridate VI Eupatore, re del Ponto (120-63 a.C.), che per quasi quarant’anni rappresentò la minaccia più seria all’egemonia romana in Oriente. L’opera, parte della più ampia Storia romana di Appiano organizzata per popoli e regioni, descrive le tre guerre mitridatiche combattute sotto i comandi di Silla, Lucullo e Pompeo, fino alla sconfitta definitiva e al suicidio di Mitridate a Panticapeo nel 63 a.C.