In Commercio
Sinossi
L’Elena di Euripide, nell’edizione BUR, è una tragedia rappresentata nel 412 a.C. che rovescia la versione tradizionale del mito: seguendo la versione del poeta Stesicoro, Euripide immagina che la vera Elena non sia mai andata a Troia ma sia stata trasportata in Egitto dagli dèi, mentre a Troia si combatteva per un fantasma. Elena, virtuosa e fedele, attende in Egitto il ritorno di Menelao, mentre rischia di essere costretta a sposare il re egiziano Teoclimeno. Quando Menelao arriva e scopre la verità, i due coniugi escogitano un piano per fuggire insieme.
Recensione
L’Elena di Euripide (480-406 a.C.), rappresentata nel 412 a.C. — l’anno successivo alla catastrofe della spedizione ateniese in Sicilia — è una delle opere più originali e sconcertanti del teatro greco. La premessa è rivoluzionaria: Euripide adotta la versione del mito elaborata dal poeta Stesicoro, secondo cui la vera Elena non fu mai a Troia. A Troia si combattè per dieci anni e morirono migliaia di uomini per un fantasma — un’immagine fatta di aria, un’apparenza vuota.
Le implicazioni filosofiche e politiche di questa premessa sono vertiginose, e non è difficile leggervi un riferimento alla guerra del Peloponneso: anche quella guerra, suggerisce Euripide, si combatte forse per niente, per un’illusione, per il prestigio di leader che hanno portato Atene alla rovina. L’Elena appartiene al gruppo delle «tragedie romanzesche» euripidee — insieme all’Ifigenia in Tauride e all’Ione — in cui il registro tragico si mescola con elementi da commedia e romanzo d’avventura, con un finale lieto e un’atmosfera quasi da favola.
La vera Elena — virtuosa, fedele, vittima di una calunnia cosmica — è uno dei ritratti femminili più insoliti di Euripide: una donna che ha sofferto per colpa della propria bellezza senza nessuna colpa morale. L’edizione BUR offre uno strumento prezioso per questa tragedia ingiustamente poco nota.
Consiglio di lettura: particolarmente interessante per chi si interessi alla rielaborazione dei miti e alla critica politica nel teatro greco; accessibile e narrativamente coinvolgente.