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Sinossi
Le Satire di Decimo Giunio Giovenale, nell’edizione BUR con testo latino a fronte, raccolgono le sedici satire del poeta romano (60-140 d.C. circa) in cinque libri. Giovenale è il più feroce e brillante dei satirici latini: con uno stile grandioso e indignato, attacca i vizi della Roma imperiale — la corruzione dei potenti, la decadenza morale, la condizione delle donne, l’ipocrisia dei filosofi, la miseria dei clienti, l’invadenza degli stranieri. La celebre formula «difficile est saturam non scribere» — è difficile non scrivere satire — sintetizza la sua visione della satira come risposta necessaria all’indignazione morale.
Recensione
Decimo Giunio Giovenale (60-140 d.C. circa) è il più grande e il più radicale dei satirici latini, erede di una tradizione che da Lucilio passa per Orazio e Persio ma che in lui raggiunge una violenza espressiva e un’indignazione morale senza precedenti. Le sedici satire in cinque libri attaccano la società romana dell’età domizianea e traianea con uno stile grandioso — l’esametro elevato della grande poesia epica — applicato a soggetti bassi e sordidi, creando un effetto di straniamento comico e tragico insieme.
I temi sono quelli della Roma imperiale nella sua degenerazione: la corruzione dei patroni e la miseria dei clienti dipendenti, la decadenza delle matrone romane, l’ascesa degli stranieri e dei liberti, la vacuità della gloria militare, l’inutilità delle preghiere agli dèi. La terza satira — Roma come città invivibile — e la sesta — contro le donne — sono i testi più celebri e controversi, capaci di provocare ancora oggi reazioni forti per la loro ferocia.
Lo stile di Giovenale è opposto a quello oraziano: non l’ironia distaccata ma l’indignazione urlata, non la satira come intrattenimento ma come requisitoria morale. L’edizione BUR con testo latino a fronte è fondamentale per apprezzare la densità stilistica di questa latinità grandiosamente indignata.
Consiglio di lettura: per lettori con una buona preparazione latina e interesse per la critica sociale antica; la terza e la decima satira sono accessibili e potenti anche come letture autonome.