In Commercio
Sinossi
L’Apocolocyntosis (La zuccaificazione) di Lucio Anneo Seneca, nell’edizione BUR con testo latino a fronte, è una satira menippea — misto di prosa e versi — scritta probabilmente nell’autunno del 54 d.C., subito dopo la morte dell’imperatore Claudio. Il testo narra in tono farsesco il tentativo di Claudio di essere ammesso all’Olimpo dopo la morte: gli dèi lo rifiutano per i suoi difetti fisici e morali, e alla fine viene condannato a servire come schiavo di un giocatore di dadi negli Inferi. È l’unica satira menippea latina conservata integralmente.
Recensione
L’Apocolocyntosis di Lucio Anneo Seneca (4 a.C.-65 d.C.) è uno dei testi più divertenti e politicamente audaci della letteratura latina. Il titolo — che significa letteralmente «trasformazione in zucca» in parodia delle «apotheosi» imperiali — è già un manifesto: Seneca, appena tornato dall’esilio sotto il nuovo imperatore Nerone, si vendica del suo persecutore Claudio con una satira feroce e brillante.
Il genere della satira menippea — inventato da Menippo di Gadara e praticato in latino da Varrone — mescola prosa e versi, registro alto e basso, filosofia e farsa. Seneca usa questo strumento con maestria: il concilio degli dèi che dibatte se ammettere Claudio nell’Olimpo è una parodia del senato romano, con Ercole che si fa ingannare dal balbettante imperatore e Augusto che pronuncia un discorso di accusa feroce contro il nipote indegno.
Il valore storico dell’opera è notevole: è la testimonianza più diretta dell’ostilità dell’aristocrazia senatoria verso Claudio e della propaganda del nuovo regime neroniano. Come documento letterario è l’unica satira menippea latina conservata integralmente. L’edizione BUR con testo latino a fronte è lo strumento ideale.
Consiglio di lettura: accessibile e divertente; ideale per chi voglia conoscere il lato satirico e politico di Seneca al di là della sua immagine di saggio stoico.