In Commercio
Sinossi
Medea. Variazioni sul mito, nell’edizione Marsilio del 2024, è un volume che raccoglie tre versioni del mito di Medea attraverso i secoli: la Medea di Euripide (431 a.C.), la Medea di Lucio Anneo Seneca (I sec. d.C.) e la Medea di Franz Grillparzer (1821). Il volume permette di seguire la trasformazione del personaggio di Medea — dalla maga barbarica di Euripide alla filosofa del male di Seneca all’eroina romantica di Grillparzer — attraverso tre epoche e tre sensibilità letterarie radicalmente diverse.
Recensione
Il volume Medea. Variazioni sul mito nell’edizione Marsilio è un’antologia tematica di grande interesse per chi voglia seguire la trasmissione e la trasformazione di uno dei miti più potenti della tradizione classica. Le tre versioni — Euripide, Seneca, Grillparzer — mostrano come lo stesso nucleo narrativo (la maga di Colchide abbandonata da Giasone che si vendica uccidendo i figli) sia stato reinterpretato in modi radicalmente diversi da tre autori di tre epoche diverse.
La Medea di Euripide (431 a.C.) è la versione che ha fissato il mito nella sua forma canonica: Medea che uccide i propri figli è invenzione euripidea, non presente nelle versioni precedenti del mito. La psicologia del personaggio — il conflitto tra l’amore materno e la volontà di vendetta — è di una profondità moderna ancora impressionante. La Medea di Seneca trasforma il personaggio in una filosofa del male consapevole e lucida, quasi un manifesto della libertà assoluta ottenuta attraverso la distruzione. La Medea di Grillparzer porta il mito nel Romanticismo tedesco, con una Medea vittima del conflitto tra civiltà greca e barbarie orientale.
Il confronto tra le tre versioni è di straordinario interesse letterario e culturale. L’edizione Marsilio offre un accesso accessibile a questo confronto.
Consiglio di lettura: ideale per chi si interessi alla tradizione classica e alla sua ricezione nella letteratura moderna; il confronto tra le tre Medee è uno dei percorsi di lettura più ricchi che la tradizione occidentale offra.