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Sinossi
Le Fenicie (Phoinissai) di Euripide nell’edizione Garzanti del 2009 con testo greco a fronte è una tragedia rappresentata intorno al 409 a.C. che affronta le vicende della famiglia di Edipo dopo la morte del re tebano: il conflitto tra i fratelli Eteocle e Polinice per il trono di Tebe, l’assedio della città da parte dell’esercito argivo di Polinice, il sacrificio di Meneceo per salvare la città, il duello fraticida che uccide entrambi i fratelli e il suicidio di Giocasta sulla loro tomba. Il coro è formato da fanciulle fenicie dirette a Delfi — da cui il titolo.
Recensione
Le Fenicie di Euripide (409 a.C. circa) sono una delle tragedie più ambiziose e spettacolari del teatro euripideo: con quasi milleottocento versi è la più lunga tragedia greca superstite, e mette in scena praticamente tutti i personaggi del ciclo tebano — Edipo, Giocasta, Eteocle, Polinice, Antigone, Tiresia, Creonte, Meneceo — in una sorta di summa della saga dei Labdacidi.
L’ambizione del progetto produce anche i suoi limiti: la critica antica già segnalava alcune incongruenze strutturali e la presenza di scene forse non autentiche. Ma al di là dei problemi filologici, le Fenicie contengono momenti di grande potenza drammatica: il dialogo tra Giocasta e Polinice che apre la tragedia, con la madre che cerca di riconciliare i figli; il monologo di Eteocle sul potere come valore supremo — una delle confessioni più ciniche del teatro antico; il sacrificio volontario del giovane Meneceo per salvare Tebe.
Il titolo allude al coro di fanciulle fenicie — straniere che assistono al dramma tebano — che Euripide usa come dispositivo di straniamento: un punto di vista esterno sulla follia della guerra fratricida. L’edizione Garzanti con testo greco a fronte è lo strumento adeguato per questa tragedia complessa.
Consiglio di lettura: consigliata a lettori con una buona conoscenza del ciclo tebano; la più ampia e ambiziosa delle tragedie euripidee, ricca di momenti memorabili ma impegnativa per la sua complessità strutturale.