I doveri. Testo latino a fronte

I doveri (De officiis) di Marco Tullio Cicerone, nell’edizione BUR con testo latino a fronte, è il trattato etico in tre libri composto nel 44 a.C. e dedicato al figlio Marco. Il primo libro analizza l’onesto (honestum) attraverso le quattro virtù cardinali; il secondo tratta dell’utile (utile) e di come guadagnarsi la stima altrui nella vita pubblica; il terzo affronta il conflitto tra onesto e utile, sostenendo con argomenti stoici che ciò che sembra utile ma è disonesto è in realtà dannoso. È il testo filosofico latino più influente della storia occidentale.

Pseudolo. Testo latino a fronte

Il Pseudolo di Tito Maccio Plauto, nell’edizione BUR con testo latino a fronte, è una commedia rappresentata nel 191 a.C. che Plauto stesso considerava una delle sue opere migliori. Lo schiavo Pseudolo — il cui nome significa «bugiardo» — orchestra un piano elaboratissimo per aiutare il giovane Calidoro a liberare dalla schiavitù la sua amata Fenicio, venduta dal lenone Ballione a un soldato macedone. L’intrigo si complica quando il soldato manda un suo emissario a ritirare la ragazza: Pseudolo deve battere il lenone e il soldato contemporaneamente, usando come strumento il servo dell’emissario stesso.

Storia di Roma dalla sua fondazione. Testo latino a fronte. Vol. 12: Libri 41-43

Il dodicesimo volume della Storia di Roma dalla sua fondazione di Tito Livio nella serie BUR con testo latino a fronte raccoglie i libri 41-43, che coprono il periodo 178-167 a.C.: gli ultimi anni della conquista romana della penisola iberica, la guerra in Liguria, la terza guerra macedonica contro Perseo fino alla vigilia della battaglia di Pidna. Questi libri documentano il periodo di massima espansione della potenza romana nel Mediterraneo orientale e mostrano il Senato di Roma alle prese con le complesse questioni diplomatiche e militari della conquista ellenistica.

Tieste. Testo latino a fronte

Il Tieste di Lucio Anneo Seneca è una tragedia in cinque atti che narra uno degli episodi più atroci della mitologia greca: Atreo, re di Micene, si vendica del fratello Tieste — che gli aveva sedotto la moglie e usurpato il trono — invitandolo a un banchetto di riconciliazione e facendogli mangiare le carni dei propri figli. La tragedia esplora con implacabile durezza i temi della vendetta, del potere e della corruzione morale, mostrando Atreo come incarnazione del male assoluto che non conosce limiti nella ricerca della vendetta perfetta.

Storia di Roma dalla sua fondazione. Testo latino a fronte. Vol. 13: Libri 44-45

Il tredicesimo volume della Storia di Roma dalla sua fondazione di Tito Livio nella serie BUR con testo latino a fronte raccoglie i libri XLIV e XLV, gli ultimi della parte conservata dell’opera. Il libro XLIV narra la quarta guerra macedonica (171-168 a.C.) e culmina con la battaglia di Pidna (168 a.C.) in cui il console Lucio Emilio Paolo sconfisse definitivamente il re macedone Perseo, ponendo fine al regno macedone. Il libro XLV descrive il trionfo di Emilio Paolo a Roma, la deportazione di Perseo e la sistemazione della Macedonia come provincia romana.

Storia romana. Testo latino a fronte

La Storia romana di Velleio Patercolo, nell’edizione BUR con testo latino a fronte, è una storia di Roma in due libri composta intorno al 30 d.C. Il primo libro, molto lacunoso, copre dalla leggendaria caduta di Troia alla distruzione di Cartagine; il secondo, ben conservato, narra dalla distruzione di Cartagine all’epoca di Tiberio. L’opera è notevole per essere la prima storia romana scritta da un testimone diretto degli eventi augustei e giulio-claudi, con un punto di vista di ufficiale dell’esercito romano e ammiratore incondizionato di Tiberio e Seiano.

Testi di medicina greca

I Testi di medicina greca nella serie BUR raccolgono una selezione di scritti del Corpus Hippocraticum, la raccolta di opere mediche attribuite tradizionalmente a Ippocrate di Cos (460-370 a.C. circa) ma composta da autori diversi nel corso di secoli. Il volume include testi fondamentali come il Giuramento, il trattato Sulla malattia sacra (l’epilessia), il Prognostico, i Aforismi e altri scritti che documentano la nascita della medicina scientifica nel mondo greco, con il rifiuto delle spiegazioni soprannaturali in favore dell’osservazione clinica e del ragionamento razionale.

Vite parallele. Demostene e Cicerone. Testo greco a fronte

Le Vite parallele di Plutarco dedicate a Demostene e Cicerone, nell’edizione BUR con testo greco a fronte, accostano i due più grandi oratori dell’antichità — il greco del IV secolo a.C. e il romano del I secolo a.C. — in una coppia di straordinaria rilevanza culturale. Demostene difese l’indipendenza di Atene contro Filippo di Macedonia con le celebri Filippiche, morendo dopo la sconfitta finale. Cicerone difese la Repubblica romana contro Catilina e poi contro Antonio, pagando con la vita la sua battaglia per la libertà. Plutarco conclude con un confronto esplicito dei due oratori.

Satire. Testo latino a fronte

Le Satire di Decimo Giunio Giovenale, nell’edizione BUR con testo latino a fronte, raccolgono le sedici satire del poeta romano (60-140 d.C. circa) in cinque libri. Giovenale è il più feroce e brillante dei satirici latini: con uno stile grandioso e indignato, attacca i vizi della Roma imperiale — la corruzione dei potenti, la decadenza morale, la condizione delle donne, l’ipocrisia dei filosofi, la miseria dei clienti, l’invadenza degli stranieri. La celebre formula «difficile est saturam non scribere» — è difficile non scrivere satire — sintetizza la sua visione della satira come risposta necessaria all’indignazione morale.

Medea e Fedra

Medea e Fedra di Lucio Anneo Seneca, nell’edizione BUR, sono due tragedie che affrontano il tema della passione femminile distruttiva. La Medea narra la vendetta della maga di Colchide abbandonata da Giasone che si risposa con la figlia del re di Corinto: Medea uccide i rivali e i propri stessi figli per punire il marito traditore. La Fedra riprende il mito euripideo di Fedra innamorata del figliastro Ippolito: qui però Fedra confessa direttamente il suo amore ad Ippolito, e dopo il suo rifiuto lo accusa falsamente di violenza presso il padre Teseo.