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Sinossi
Il volume BUR raccoglie due tragedie di Sofocle con testo greco a fronte: le Trachinie e il Filottete. Le Trachinie narrano la morte di Eracle per mano involontaria della moglie Deianira, che gli invia una veste intinta nel sangue del centauro Nesso credendo che sia un filtro d’amore, non sapendo che è veleno. Il Filottete (409 a.C.) racconta la missione di Odisseo e del giovane Neottolemo per recuperare l’eroe Filottete — abbandonato a Lemno per una piaga fetida al piede — e le sue frecce di Eracle, indispensabili per la conquista di Troia.
Recensione
Le due tragedie sofoclee raccolte in questo volume BUR rappresentano due momenti molto diversi della produzione del poeta ateniese (496-406 a.C.). Le Trachinie, probabilmente tra le più antiche tragedie superstiti di Sofocle, affrontano il tema della morte di Eracle con un’angolazione inaspettata: non l’eroe trionfante ma l’uomo distrutto da una passione incontrollata, vittima involontaria dell’amore disperato della moglie. Deianira è uno dei ritratti femminili più commoventi di Sofocle: donna devota e ingenua, causa involontaria della catastrofe proprio perché troppo ama.
Il Filottete (409 a.C.), opera della piena maturità, è considerato da molti il capolavoro della vecchiaia di Sofocle. Il conflitto tra Odisseo — rappresentante del pragmatismo politico che giustifica la menzogna per il bene comune — e Neottolemo — giovane incapace di tradire la propria lealtà anche per ragioni di stato — ha una risonanza etica profondamente moderna. Filottete, l’eroe escluso e rancoroso, vittima di un torto che non dimentica, è uno dei personaggi psicologicamente più complessi del teatro greco.
Il formato bilingue dell’edizione BUR permette di apprezzare la perfezione formale del greco sofocleo anche per chi non lo conosce sistematicamente.
Consiglio di lettura: il Filottete in particolare è raccomandato a tutti per la modernità del suo conflitto etico; le Trachinie sono preziose per completare la conoscenza di Sofocle al di là del ciclo tebano.