Sinossi
Le Guerre di Mitridate di Appiano di Alessandria narrano il lungo conflitto tra Roma e Mitridate VI Eupatore, re del Ponto (120-63 a.C.), che per quasi quarant’anni rappresentò la minaccia più seria all’egemonia romana in Oriente. L’opera, parte della più ampia Storia romana di Appiano organizzata per popoli e regioni, descrive le tre guerre mitridatiche combattute sotto i comandi di Silla, Lucullo e Pompeo, fino alla sconfitta definitiva e al suicidio di Mitridate a Panticapeo nel 63 a.C.
Recensione
Appiano di Alessandria (circa 95-165 d.C.) è uno degli storici greci del periodo imperiale romano più importanti e meno conosciuti. La sua Storia romana, organizzata non cronologicamente ma per popoli e guerre, è una fonte preziosa per alcuni periodi della storia repubblicana romana, soprattutto per i conflitti in Oriente e per le guerre civili. Le Guerre di Mitridate costituiscono uno dei libri più completi e narrativamente avvincenti dell’intera opera.
Mitridate VI Eupatore (120-63 a.C.) fu il più pericoloso avversario di Roma dopo Annibale: re del Ponto sul Mar Nero, costruì un regno multietnico e una potenza militare formidabile, sconfisse più volte gli eserciti romani e fu capace di orchestrare nel 88 a.C. il massacro di 80.000 Romani e Italici in Asia in un solo giorno. Appiano narra le tre guerre che Roma dovette combattere per sconfiggerlo definitivamente — un conflitto che occupò i generali più capaci della tarda Repubblica, da Silla a Lucullo a Pompeo.
Lo stile di Appiano è diretto e pragmatico, attento ai dettagli militari e politici più che alla profondità psicologica. La sua prospettiva di greco romanizzato offre un punto di vista particolare sulla conquista romana dell’Oriente ellenistico.
Consiglio di lettura: indispensabile per chi voglia approfondire la storia della tarda Repubblica romana e dei conflitti con i regni ellenistici d’Oriente; consigliata a lettori con una buona base di storia romana.