Disponibile
Sinossi
L’Apologia di Socrate di Platone, in questa edizione con adattamento pensato per un pubblico giovane, presenta il discorso di autodifesa che Socrate pronuncia davanti ai giudici ateniesi nel 399 a.C., accusato di corrompere i giovani e di non credere agli dèi della città. Con parole semplici e dirette, il filosofo difende la propria vita e il proprio pensiero, non per salvarsi ma per testimoniare che la verità e la libertà di parola valgono più della paura e della morte stessa.
Recensione
Questa edizione dell’Apologia di Socrate di Platone, pensata per essere chiara e accessibile anche ai lettori più giovani, presenta uno dei testi fondativi della filosofia occidentale in una forma arricchita da introduzione, note e approfondimenti che mettono in parallelo la libertà di parola dell’antichità con quella contemporanea.
L’Apologia (composta tra il 399 e il 388 a.C.) è la più credibile fonte di informazioni sul processo che nel 399 a.C. portò alla condanna a morte di Socrate, accusato di empietà e di corrompere i giovani ateniesi con i suoi insegnamenti. Platone (427-347 a.C. circa), discepolo diretto del filosofo, ci restituisce il ritratto vivido di un maestro che sfida il potere e i pregiudizi con la forza del dialogo e della coscienza critica, in un testo che non è narrazione dialogica ma discorso continuo — forma insolita nella produzione platonica, giustificata dalla natura stessa dell’evento processuale.
Atene condanna Socrate, ma la sua voce, attraverso questo testo, attraversa i secoli come invito sempre attuale a pensare con la propria testa, a non lasciarsi ingannare dalle apparenze, a credere che la giustizia sia qualcosa di più della legge scritta dagli uomini. L’adattamento di questa edizione rende il messaggio accessibile senza tradirne la profondità filosofica.
Consiglio di lettura: ottimo punto di ingresso per giovani lettori o per chi si avvicini per la prima volta a Socrate e Platone; introduzione e note aiutano a contestualizzare il processo e il suo significato.