Eschilo

Eschilo (525-456 a.C. circa) fu il più antico dei tre grandi tragediografi ateniesi, considerato il padre della tragedia greca per aver introdotto il secondo attore sulla scena. Autore dell'unica trilogia tragica completa pervenutaci, l'Orestea.

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Prometeo incatenato. Testo greco a fronte

Prometeo incatenato. Testo greco a fronte

Eschilo Disponibile Testo a fronte

Il Prometeo incatenato di Eschilo, nell'edizione BUR del 2026 con testo greco a fronte, è una delle tragedie più discusse del teatro greco antico. Prometeo, il titano che ha donato il fuoco agli uomini contro la volontà di Zeus, è incatenato a una roccia del Caucaso come punizione divina. Nel corso della tragedia riceve la visita di Oceano, delle Oceanine che formano il coro, di Io trasformata in vacca da Era, e infine di Ermes messaggero di Zeus. Prometeo rifiuta di rivelare la profezia che conosce sul futuro di Zeus, finché la roccia sprofonda negli abissi.

Orestea. Testo greco a fronte

Orestea. Testo greco a fronte

Eschilo Disponibile Testo a fronte

L'Orestea di Eschilo, nell'edizione BUR con testo greco a fronte, è l'unica trilogia tragica greca conservata integralmente. Le tre tragedie — Agamennone, Coefore, Eumenidi — narrano il ritorno di Agamennone da Troia e il suo assassinio per mano della moglie Clitennestra e dell'amante Egisto; la vendetta del figlio Oreste che uccide la madre; il processo di Oreste davanti al tribunale dell'Areopago di Atene, dove Atena lo assolve ponendo fine alla catena di vendette familiari. Composta nel 458 a.C., due anni prima della morte di Eschilo, è considerata il suo capolavoro.