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Sinossi
Il volume BUR raccoglie due tragedie di Euripide dedicate al destino di Ifigenia, figlia di Agamennone: l’Ifigenia in Tauride e l’Ifigenia in Aulide. L’Ifigenia in Tauride (composta intorno al 414 a.C.) narra come Ifigenia, salvata da Artemide prima del sacrificio ad Aulide e trasportata in Tauride come sua sacerdotessa, riconosce il fratello Oreste giunto a rubare la statua della dea e fugge con lui verso la Grecia. L’Ifigenia in Aulide (postuma, 405 a.C.) narra gli eventi precedenti: il sacrificio richiesto da Artemide come condizione per la partenza della flotta greca verso Troia e la decisione finale di Ifigenia di accettare volontariamente il proprio destino.
Recensione
Le due tragedie di Euripide dedicate a Ifigenia, raccolte in questo volume BUR, mostrano due aspetti complementari e quasi opposti della cifra stilistica del terzo grande tragico ateniese: l’Ifigenia in Tauride è una tragicommedia di riconoscimento e salvataggio, con un finale lieto e un’atmosfera da romanzo ellenistico ante litteram; l’Ifigenia in Aulide, postuma e incompiuta, è una riflessione tragica e politicamente acuta sul sacrificio individuale sull’altare degli interessi collettivi.
L’Ifigenia in Tauride è tra le opere più godibili di Euripide: la scena del riconoscimento tra Ifigenia e Oreste, preparata con abilità narrativa, il piano di fuga dall’isola dei barbari, il ruolo salvifico di Atena nel finale — tutto concorre a creare un’atmosfera narrativamente moderna, vicina al romanzo d’avventura più che alla tragedia nel senso aristotelico. Aristotele la citava come esempio di riconoscimento ben costruito.
L’Ifigenia in Aulide, più difficile e ambigua, affronta il tema del sacrificio con una durezza morale che non ha equivalenti nel teatro euripideo: Ifigenia accetta di morire per la gloria della Grecia in un discorso che ha affascinato e turbato i lettori di ogni epoca per la sua ambiguità — è eroismo o rinuncia? Convinzione o rassegnazione?
Consiglio di lettura: ideale per conoscere la varietà stilistica di Euripide; l’Ifigenia in Tauride è particolarmente accessibile e godibile come primo approccio al teatro euripideo.