Le baccanti
Le Baccanti è una tragedia di Euripide, rappresentata postuma nel 405 a.C. Racconta l'arrivo a Tebe del dio Dioniso, che punisce la città per aver negato il proprio culto. Il re Penteo, ostile al nuovo dio, tenta di reprimere i riti bacchici delle donne tebane, tra cui la madre Agave, ormai in preda al delirio dionisiaco sul monte Citerone. Travestito da baccante per spiare i riti, Penteo viene scoperto e sbranato dalle menadi, guidate dalla stessa madre, che nella follia non lo riconosce. L'opera mette in scena il conflitto tra ragione e istinto, ordine civile e forze irrazionali, culminando in un finale di violenza e riconoscimento tragico.