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Sinossi
L’Alcesti di Euripide, nell’edizione Ciranna & Ferrara, è la più antica tragedia superstite del poeta ateniese, rappresentata nel 438 a.C. come quarta opera al posto del consueto dramma satiresco. Al re Admeto è stato concesso dagli dèi di evitare la morte se trova qualcuno disposto a morire al suo posto: solo la moglie Alcesti accetta il sacrificio. Quando Eracle, ospite di Admeto, apprende la verità, scende negli Inferi a lottare con la Morte e riporta Alcesti in vita.
Recensione
L’Alcesti di Euripide nell’edizione Ciranna & Ferrara presenta la più antica tragedia superstite del poeta ateniese (480-406 a.C.), un’opera che fin dall’antichità ha posto problemi di classificazione generica per la sua natura ibrida tra tragedia e commedia, essendo stata rappresentata come quarta opera al posto del consueto dramma satiresco.
Admeto, che accetta il sacrificio della moglie per prolungare la propria vita, è un personaggio moralmente ambiguo che Euripide tratta senza indulgenza: la sua debolezza morale è esposta con crudezza, specialmente nella scena del confronto con il padre Ferete, che rifiuta a sua volta di morire al posto del figlio con argomenti razionalmente impeccabili che smascherano l’ipocrisia della richiesta di Admeto.
La presenza di Eracle, che irrompe nella casa in lutto con la sua vitalità dirompente prima di rivelarsi come salvatore capace di sconfiggere la Morte stessa, introduce un elemento eroico e quasi comico che stempera la tensione tragica, contribuendo alla natura ibrida dell’opera che ha affascinato lettori e studiosi per venticinque secoli.
Consiglio di lettura: accessibile e narrativamente coinvolgente; ideale come introduzione al teatro euripideo per la sua struttura ibrida e il suo finale positivo.