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Sinossi
L’Ippolito di Euripide, nell’edizione Pagnini del 2018, è una tragedia rappresentata nel 428 a.C. che narra la tragica passione di Fedra, moglie di Teseo, per il figliastro Ippolito, giovane casto devoto ad Artemide. Rifiutata da Ippolito con violento disgusto, Fedra si toglie la vita lasciando una lettera che accusa falsamente il giovane di averla violentata. Teseo, credendo alla lettera, invoca la maledizione di Poseidone sul figlio, che muore travolto da mostri marini prima che Artemide riveli la verità al padre.
Recensione
L’Ippolito di Euripide nell’edizione Pagnini del 2018 presenta una delle tragedie più psicologicamente complesse e moralmente ambigue del teatro greco (428 a.C.). Pagnini, casa editrice specializzata in testi scolastici e classici, offre con questa edizione uno strumento pensato probabilmente per un pubblico di studio, coerente con la tradizione editoriale specifica dell’editore.
La tragedia mette in scena un conflitto tra due divinità — Afrodite, che vuole punire Ippolito per il suo rifiuto della sessualità, e Artemide, che lo protegge — attraverso il quale si dipana una tragedia umana di straordinaria profondità psicologica: Fedra, vittima di una passione che non ha scelto, lotta strenuamente contro se stessa prima di soccombere non alla lussuria ma alla vergogna del rifiuto subìto.
La figura di Fedra rimane una delle creazioni psicologiche più audaci di Euripide, capace di analizzare con precisione quasi clinica il meccanismo del desiderio proibito e della vergogna sociale. L’influenza dell’opera sulla letteratura europea, da Seneca a Racine, testimonia la persistente rilevanza di questo studio della passione umana.
Consiglio di lettura: fondamentale per la comprensione della psicologia euripidea; particolarmente adatta a lettori interessati al tema del conflitto tra ragione e desiderio.