Sinossi
La Medea di Euripide, nell’edizione Liguori del 1998 con un profilo storico del teatro occidentale, narra la vendetta della maga di Colchide abbandonata dal marito Giasone. Questa edizione si distingue per l’aggiunta di un saggio introduttivo che colloca la tragedia euripidea all’interno di una prospettiva più ampia sulla storia del teatro occidentale, offrendo al lettore un contesto critico che va oltre il singolo testo per abbracciare l’evoluzione del genere teatrale nel tempo.
Recensione
La Medea di Euripide nell’edizione Liguori del 1998, arricchita da un profilo storico del teatro occidentale, si distingue dalle altre edizioni della stessa tragedia presenti nel nostro catalogo per l’ambizione di collocare il testo euripideo in una prospettiva storiografica più ampia, che ne segue l’influenza e la ricezione attraverso l’evoluzione del teatro occidentale fino ai giorni nostri.
Questo approccio critico-storico si giustifica pienamente nel caso della Medea (431 a.C.): poche opere del teatro antico hanno avuto un’influenza così pervasiva e duratura sulla drammaturgia successiva, da Seneca a Corneille, da Grillparzer al teatro contemporaneo. La scelta editoriale di Liguori di accompagnare il testo con un profilo storico del teatro occidentale invita il lettore a considerare la Medea non come reperto isolato dell’antichità ma come nodo fondamentale di una tradizione teatrale che attraversa i secoli.
Questo tipo di apparato critico, più ampio rispetto alle semplici introduzioni filologiche, è particolarmente utile per lettori con interessi teatrali generali che vogliano comprendere il posto della tragedia euripidea nella storia del teatro occidentale nel suo complesso.
Consiglio di lettura: particolarmente adatta per chi si interessi alla storia del teatro nel suo complesso, non solo alla tragedia greca; il profilo storico offre una prospettiva comparativa preziosa.