Se hai deciso di leggere (o rileggere) l’Odissea, la prima scelta che farai non riguarda la libreria: riguarda il traduttore. Omero scrisse in un greco che oggi nessuno parla più, e ogni versione italiana è, in un certo senso, un’opera a sé — con un suo ritmo, una sua voce, persino un suo carattere. Non è un dettaglio da filologi: è la differenza tra un poema che si legge d’un fiato e uno che si studia riga per riga. Per questo la domanda “qual è la migliore traduzione dell’Odissea” non ha una risposta unica, ma dipende da chi sei tu, lettore, e da cosa cerchi in queste pagine.
In questa guida confrontiamo le principali traduzioni italiane dell’Odissea disponibili nel nostro catalogo, per aiutarti a capire quale edizione fa per te.
Prima di scegliere: le domande giuste
Prima di guardare le singole edizioni, vale la pena chiarirsi le idee su tre punti.
Ti serve per la scuola o l’università? Se devi preparare un’interrogazione o un esame, probabilmente ti serve un testo a fronte in greco e un apparato di note solido, non solo una bella prosa italiana.
Vuoi leggerla come un romanzo? Se l’obiettivo è semplicemente lasciarti trasportare dalla storia — Odisseo, Polifemo, Circe, Penelope che tesse e disfa la tela — allora la scorrevolezza conta più della fedeltà letterale al testo greco.
Ti interessa il confronto con l’originale, o addirittura la ricerca specialistica? Chi studia greco ha esigenze diverse da chi cerca un commento accademico approfondito, e diverse ancora da chi il greco non lo leggerà mai.
Tieni a mente la tua risposta: ti servirà per orientarti tra le edizioni che seguono.
Un po’ di storia: perché esistono così tante traduzioni
L’Italia ha una relazione quasi ossessiva con la traduzione di Omero: ogni generazione, praticamente, ha sentito il bisogno di rifare l’Odissea a modo suo. Ippolito Pindemonte iniziò a lavorare alla sua traduzione nel 1805, pubblicandola integralmente nel 1822; pochi anni dopo, nel 1816, un giovanissimo Giacomo Leopardi — appena diciottenne — diede alle stampe un proprio saggio di traduzione dell’Odissea sullo “Spettatore italiano”, poi mai portato a termine. Nel Novecento la versione di Rosa Calzecchi Onesti, uscita nel 1963, diventò per decenni il riferimento nelle scuole italiane. Da lì in avanti il flusso non si è più fermato: sono arrivate le traduzioni di Giuseppe Aurelio Privitera, di Maria Grazia Ciani, di Franco Ferrari, di Guido Paduano, di Riccardo Maisano, solo per citare le più recenti. Un fenomeno più unico che raro nell’editoria mondiale, e un buon promemoria del fatto che non esiste una traduzione “definitiva”: ogni epoca — e ogni lettore — trova la sua.
Le traduzioni italiane dell’Odissea, una per una
Ippolito Pindemonte (BUR) — la voce poetica classica
Rosa Calzecchi Onesti (Einaudi) — il rigore filologico
Maria Grazia Ciani (Feltrinelli) — la prima lettura scorrevole
Maria Grazia Ciani (Marsilio) — la stessa voce, per lo studio
Franco Ferrari (UTET) — l’edizione universitaria con apparato
Guido Paduano (Einaudi) — un classicista contemporaneo
Giuseppe Aurelio Privitera (Mondadori, Oscar Classici) — l’edizione accessibile
Giuseppe Aurelio Privitera (Mondadori, “Scrittori greci e latini”) — l’edizione commentata di riferimento
Riccardo Maisano (Edizioni di Storia e Letteratura, collana Pleiadi) — l’edizione critica
Come cambia un verso, secondo chi lo traduce
Per capire davvero quanto le traduzioni possano differire fra loro, niente è più efficace del primo verso del poema. Omero apre l’Odissea invocando la Musa e definendo il suo protagonista con un aggettivo, polytropos (πολύτροπον), che da solo racchiude un problema interpretativo enorme: significa “dai molti giri”, ma può voler dire “che ha viaggiato molto”, “versatile”, “scaltro”. Ogni traduttore ha dovuto scegliere, e quella scelta racconta molto del suo approccio al testo.
Pindemonte apre così: “Musa, quell’uom di multiforme ingegno, dimmi, che molto errò” — punta tutto sull’astuzia e la versatilità mentale dell’eroe, in un verso pensato per la musicalità dell’endecasillabo.
Calzecchi Onesti sceglie: “L’uomo ricco d’astuzie raccontami, o Musa, che a lungo errò” — resta più letterale, ancorato alla tradizione dell’eroe ingegnoso.
Ciani opta per: “L’uomo d’ingegno sagace raccontami, o Musa, che a lungo errò” — mantiene la sagacia dell’eroe in una prosa più distesa.
Ferrari traduce: “L’uomo dai molti percorsi, o Musa, tu cantami, colui che molto vagò” — sposta l’accento sul senso letterale del “molti percorsi”, più vicino all’idea di erranza fisica.
Paduano apre con: “Raccontami, Musa, dell’uomo versatile che vagò tanto dopo avere distrutto la sacra rocca di Troia” — sceglie “versatile” per rendere l’ambiguo polytropos, un termine che nella sua polivalenza cerca di restituire sia l’astuzia mentale che l’erranza fisica dell’eroe.
Privitera, come ricordano gli studi critici sul verso, sceglieva semplicemente “eroe multiforme”, condensando in due parole l’ambiguità dell’originale greco.
Maisano, nella sua edizione critica per la collana Pleiadi, dichiara nell’introduzione al volume la scelta di seguire da vicino il ritmo dell’originale, conservando traccia della cadenza dattilica del verso omerico per restituire l’emozione del timbro epico — un approccio più orientato alla musicalità del verso greco che alla resa letterale del singolo termine.
Nessuna di queste soluzioni è “sbagliata”: sono modi legittimi di rendere un’ambiguità che il greco antico porta dentro di sé fin dalla prima parola.
Riepilogo a colpo d’occhio
| Traduttore | Editore | Testo greco a fronte | Adatta a… | Prezzo |
|---|---|---|---|---|
| Ippolito Pindemonte | BUR | No | Chi cerca un’esperienza poetica, quasi un classico della letteratura italiana | Da € 13,30 |
| Rosa Calzecchi Onesti | Einaudi | Sì | Studenti universitari e chi cerca il massimo rigore filologico | Da € 13,86 |
| Maria Grazia Ciani | Feltrinelli | No | Prima lettura, chi vuole seguire la storia senza ostacoli | Da € 6,00 |
| Maria Grazia Ciani | Marsilio | Sì | Uso di studio, con la stessa prosa scorrevole della Feltrinelli | Da € 19,00 |
| Franco Ferrari | UTET | Sì | Uso universitario, apparato critico ricco | Da € 14,00 |
| Guido Paduano | Einaudi | Sì | Interpretazione recente, apparato critico aggiornato | Da € 17,05 |
| Giuseppe Aurelio Privitera | Mondadori (Oscar Classici) | No | Prima lettura accessibile, formato tascabile | Da € 12,25 |
| Giuseppe Aurelio Privitera | Mondadori (Scrittori greci e latini) | Sì | Ricerca specialistica, commento internazionale | Da € 10,00 |
| Riccardo Maisano | Edizioni di Storia e Letteratura (Pleiadi) | Sì | Studio universitario avanzato, massimo rigore filologico | Da € 41,80 |
Non esiste, in senso assoluto, una traduzione dell’Odissea migliore delle altre: esiste la traduzione più adatta a te, al motivo per cui stai per aprire questo libro. Se vuoi confrontare prezzi ed edizioni disponibili per ciascuna di queste versioni, il nostro comparatore ti mostra le opzioni aggiornate in pochi secondi.









