L'Anabasi di Senofonte, nell'edizione BUR, narra la spedizione dei Diecimila mercenari greci assoldati da Ciro il Giovane per rovesciare il fratello, il re persiano Artaserse II. Dopo la morte di Ciro nella battaglia di Cunassa (401 a.C.), i Greci si trovano isolati nel cuore dell'impero persiano, privi di comando dopo l'uccisione a tradimento dei loro generali. Senofonte stesso, eletto tra i nuovi comandanti, guida la ritirata di migliaia di uomini attraverso territori ostili fino al Mar Nero, in una delle imprese militari più celebri dell'antichità.
Le Lettere di eroine (Heroides) di Publio Ovidio Nasone, nell'edizione BUR, sono una raccolta di ventuno epistole poetiche in distici elegiaci scritte da eroine mitologiche ai loro amanti lontani o infedeli. Penelope scrive a Ulisse, Didone scrive ad Enea, Medea a Giasone, Arianna a Teseo — ciascuna lettera è un monologo appassionato che esplora il dolore dell'abbandono e la psicologia femminile attraverso la voce delle grandi figure del mito greco e romano.
La Teogonia di Esiodo, nell'edizione bilingue BUR con testo greco a fronte, è il più importante poema teogonrico della tradizione greca, composto probabilmente nell'VIII secolo a.C. Il poema narra la genealogia degli dèi greci dall'origine del Caos primordiale attraverso la generazione dei Titani, la vittoria di Zeus sui Titani nella Titanomachia, e l'instaurazione dell'ordine olimpico definitivo. Insieme alle Opere e giorni dello stesso Esiodo, la Teogonia è la fonte principale per la sistemazione della mitologia greca nella sua forma canonica.
La Lisistrata di Aristofane, nell'edizione BUR con testo greco a fronte, è una commedia rappresentata nel 411 a.C., in un momento drammatico della guerra del Peloponneso. La protagonista Lisistrata organizza le donne di tutta la Grecia in uno sciopero sessuale collettivo per costringere i mariti a porre fine alla guerra: le donne occupano anche l'Acropoli, dove è custodito il tesoro pubblico necessario per finanziare il conflitto. La commedia mescola farsa sessuale e critica politica antibellicista con un'audacia unica nel teatro antico.
Le Georgiche di Publio Virgilio Marone, nell'edizione BUR, sono un poema didascalico in quattro libri sull'agricoltura composto tra il 37 e il 29 a.C. Il primo libro tratta della coltivazione dei campi e dei segni meteorologici; il secondo degli alberi e in particolare della vite; il terzo dell'allevamento del bestiame; il quarto dell'apicoltura, chiuso dal celebre mito di Aristeo e Orfeo ed Euridice. Al di là del contenuto tecnico, il poema è una riflessione sul rapporto tra uomo e natura, lavoro e civiltà, nel contesto della ricostruzione dell'Italia dopo le guerre civili.
Il Dizionario delle sentenze latine e greche della BUR è uno strumento di consultazione e di cultura che ha pochissimi equivalenti nella tradizione editoriale italiana. Raccogliendo oltre 10.000 citazioni dall’intera tradizione classica greco-latina — dai poemi omerici a Virgilio, da Platone a Seneca, dagli storici ai poeti comici — offre al lettore un accesso privilegiato alla saggezza condensata di due millenni di civiltà.
La struttura alfabetica per parola chiave lo rende uno strumento di consultazione immediata, ma la sua utilità va ben oltre la semplice ricerca di una citazione: sfogliarlo è un modo di scoprire la ricchezza e la varietà del pensiero antico, di ritrovare le origini di espressioni che usiamo ancora quotidianamente spesso senza saperne la provenienza. «Nusquam est qui ubique est» (Seneca), «Dum spiro spero» (Cicerone), «In vino veritas» (Plinio) — ogni sentenza è una finestra su un mondo di pensiero che ha formato la cultura europea.
Il volume è prezioso sia per lo studioso che voglia verificare una citazione sia per il lettore curioso che voglia esplorare la tradizione classica attraverso le sue espressioni più concentrate e durature. L’apparato di note contestualizza ogni sentenza nel suo contesto storico e letterario.
Consiglio di lettura: utile per tutti, dallo studente di liceo classico al lettore generale; ideale come libro da tenere a portata di mano per la consultazione e come fonte inesauribile di riflessione sulla saggezza antica.
La tranquillità dell'animo (De tranquillitate animi) di Lucio Anneo Seneca, nell'edizione BUR con testo latino a fronte, è un dialogo filosofico indirizzato all'amico Anneo Sereno. Sereno descrive il proprio stato di irrequietezza interiore — non infelicità vera e propria ma mancanza di pace — e Seneca risponde analizzando le cause del malessere e proponendo i rimedi stoici: scegliere attività adeguate alle proprie capacità, moderare i desideri, coltivare l'amicizia vera, trovare il giusto equilibrio tra partecipazione alla vita pubblica e ritiro filosofico.
Le Vite dei Cesari di Gaio Svetonio Tranquillo, nell'edizione BUR con testo latino a fronte, raccolgono le dodici biografie degli imperatori romani da Giulio Cesare a Domiziano. Per ciascun principe Svetonio segue uno schema fisso: vita privata, aspetto fisico, carattere, attività pubblica, vizi e virtù, morte. La struttura non è cronologica ma tematica, il che produce un ritratto a tutto tondo ma spesso aneddotico. L'opera è la principale fonte antica per la storia della dinastia giulio-claudia e flavia e una delle più lette dell'intera antichità.
Le Baccanti di Euripide, nell'edizione BUR, è l'ultima tragedia del poeta ateniese, rappresentata postuma nel 405 a.C. dopo la sua morte in Macedonia. La tragedia narra l'arrivo di Dioniso a Tebe per affermare la propria divinità: il re Penteo, che rifiuta di riconoscere il dio, viene punito con la follia e fatto a pezzi dalla madre Agave e dalle altre baccanti sul monte Citerone, in preda all'invasamento dionisiaco. La tragedia esplora il conflitto tra la razionalità del potere e le forze irrazionali e divine che lo trascendono.
La Storia dei Longobardi (Historia Langobardorum) di Paolo Diacono, nell'edizione BUR con testo latino a fronte, è la principale fonte storica per la storia del popolo longobardo dalle origini leggendarie in Scandinavia fino alla morte del re Liutprando nel 744 d.C. L'opera in sei libri, composta intorno all'787-796 d.C. dal monaco benedettino di Montecassino, narra le migrazioni, le guerre, i re e le tradizioni del suo popolo con una prosa latina elegante per l'epoca e ricca di leggende e aneddoti vivaci.
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