Fuori catalogo
Sinossi
Il Ciclope è l'unico dramma satiresco integralmente conservato del teatro greco antico, attribuito a Euripide. Rielabora liberamente l'episodio omerico dell'incontro tra Ulisse e Polifemo narrato nel libro IX dell'Odissea. Approdato sulle coste della Sicilia, Ulisse si imbatte nel satiro Sileno e nel suo coro, prigionieri del Ciclope Polifemo. Per liberarli e procurarsi cibo, l'eroe ricorre all'astuzia: ubriaca il mostro con il vino e lo acceca mentre dorme, permettendo la fuga propria e dei satiri. Il tono comico-grottesco, tipico del genere satiresco rappresentato al termine delle trilogie tragiche nelle Grandi Dionisie, alleggerisce con toni parodistici la materia epica di partenza.
Recensione
Il Ciclope occupa un posto unico nella storia del teatro greco: è l’unico esemplare completo del dramma satiresco che ci sia pervenuto, genere che chiudeva tradizionalmente la tetralogia tragica presentata alle Grandi Dionisie ateniesi, offrendo al pubblico un momento di distensione comica dopo la tensione delle tre tragedie precedenti.
Euripide reinterpreta con ironia dissacrante l’episodio omerico di Polifemo, mantenendo la struttura narrativa dell’Odissea ma stravolgendone il registro: il Ciclope diventa una figura grottesca e vanagloriosa, Ulisse un eroe più scaltro che nobile, e il coro dei satiri, guidati dal vecchio Sileno, introduce un elemento di comicità fisica e linguistica estranea all’epica. La commistione di elementi tragici e comici rende il testo un prezioso documento per comprendere un genere altrimenti perduto quasi del tutto.
Per il lettore moderno, Il Ciclope offre anche un interessante confronto intertestuale con Omero. L’edizione BUR con testo greco a fronte permette di apprezzare anche gli aspetti linguistici e metrici di un’opera breve ma densa, tappa fondamentale per chi voglia avere un quadro completo della produzione drammatica greca oltre alla sola tragedia.