Fuori catalogo
Sinossi
Il volume Garzanti raccoglie due tragedie di Euripide con testo greco a fronte: l’Ecuba e l’Elettra. L’Ecuba (424 a.C. circa) narra le sofferenze della regina troiana dopo la caduta di Troia: prima il sacrificio della figlia Polissena sulla tomba di Achille, poi la scoperta dell’uccisione a tradimento dell’ultimo figlio Polidoro da parte del re tracio Polimestore, a cui era stato affidato. L’Elettra narra la vendetta dei figli di Agamennone contro la madre Clitennestra e il suo amante Egisto.
Recensione
Il volume Garzanti che raccoglie Ecuba ed Elettra di Euripide accosta due tragedie unite dal tema della vendetta e della trasformazione del dolore in violenza. L’Ecuba, composta intorno al 424 a.C., mostra la progressiva metamorfosi della regina troiana da vittima passiva a agente di una vendetta feroce: dopo aver subito il sacrificio della figlia Polissena e la scoperta del tradimento di Polimestore che ha ucciso il figlio Polidoro per il suo oro, Ecuba orchestra una vendetta di crudeltà quasi disumana, accecando il re tracio e uccidendo i suoi figli.
Questa trasformazione da vittima a carnefice è uno dei temi più inquietanti del teatro euripideo: la violenza subita genera violenza, e la sofferenza estrema può corrompere anche l’anima più nobile. L’Elettra, che riprende il mito della vendetta degli Atridi già trattato da Eschilo e Sofocle, offre nella versione euripidea una lettura psicologicamente più ambigua e problematica del matricidio, con un’Elettra consumata dal risentimento che perde ogni afflato eroico nel momento della vendetta compiuta.
L’accostamento delle due tragedie nel volume Garzanti permette di cogliere un filo tematico comune sulla trasformazione del dolore in violenza vendicativa. L’edizione con testo greco a fronte è lo strumento ideale per questo confronto.
Consiglio di lettura: fondamentale per chi voglia esplorare il tema della vendetta nel teatro euripideo; l’Ecuba in particolare offre una delle riflessioni più cupe sulla natura umana nell’intero corpus euripideo.