Arma virumque cano: «canto le armi e l’uomo». Sono le tre parole più celebri della poesia latina, e ogni traduttore dell’Eneide le ha affrontate sapendo di non poter sbagliare. Eppure la vera prova arriva qualche verso dopo, quando Virgilio, invocata la Musa, definisce il suo eroe con una sola qualità: insignem pietate virum, un uomo che si distingue per la pietas. Non per il coraggio, non per l’astuzia come l’Ulisse omerico, ma per una parola che in italiano non ha un equivalente esatto.
È da qui che conviene partire per capire qual è la migliore traduzione dell’Eneide, perché la pietas è il cuore del poema e, insieme, il punto in cui ogni traduzione rivela la propria idea di Enea. In questa guida la useremo come bussola: per ciascuna delle principali edizioni italiane vedremo che tipo di lettore ha in mente, che apparato offre e che Enea restituisce. La risposta alla domanda “qual è la migliore?” non sarà una sola, ma sarà la tua.
Che cos’è la pietas, e perché mette alla prova ogni traduttore
La pietas latina non coincide con la “pietà” italiana. Non è compassione, o almeno non soltanto: è il senso del dovere verso gli dèi, verso il padre, verso il figlio, verso il proprio popolo. È l’immagine di Enea che esce da Troia in fiamme con Anchise sulle spalle, il piccolo Ascanio per mano e i Penati da portare in salvo. Ma è anche la virtù che gli fa abbandonare Didone nel quarto libro, perché il destino lo chiama in Italia: la pietas, in Virgilio, è una forma di obbedienza che ha un prezzo, e il poema non smette mai di farcelo sentire.
Il traduttore ha davanti un bivio. Può conservare la parola nella sua forma italiana (“pio”, “pietà”), fedele all’etimologia ma esposta al rischio di essere fraintesa; oppure può interpretarla (“devoto”, “giusto”, “fedele”), rendendola più chiara ma scegliendo al posto del lettore una sola delle sue sfumature. Nessuna delle due strade è sbagliata: sono due modi diversi di accompagnarti dentro il poema, ed è proprio questa differenza che rende utile confrontare le edizioni.
Come scegliere una traduzione dell’Eneide: tre domande prima dell’acquisto
La prima riguarda il testo latino a fronte. Se studi al liceo classico o all’università, poter guardare l’originale accanto alla traduzione non è un lusso ma uno strumento di lavoro: ti permette di ritrovare un verso, verificare un costrutto, accorgerti di cosa il traduttore ha aggiunto o lasciato cadere. La maggior parte delle edizioni presentate qui lo offre; per una lettura puramente narrativa, invece, è un elemento di cui si può fare a meno.
La seconda riguarda la forma. Alcune traduzioni cercano di restituire il ritmo dell’esametro virgiliano con un verso lungo e cadenzato, altre adottano versi liberi, altre ancora privilegiano una lingua più vicina al parlato di oggi. Chi cerca l’emozione della poesia sceglierà diversamente da chi vuole innanzitutto seguire la storia di Enea senza inciampi.
La terza riguarda l’apparato critico: introduzione, commento, note. Un’edizione con un buon commento spiega i riferimenti mitologici, storici e geografici che Virgilio dava per scontati, e trasforma la lettura in un piccolo corso sul poema. Un’edizione più essenziale lascia invece più spazio al testo, e al lettore.
Le principali traduzioni italiane dell’Eneide
La storia delle traduzioni italiane dell’Eneide è lunga quanto la nostra letteratura, e racconta molto anche di chi traduceva. Come ha mostrato la studiosa Laura Vallortigara in una rassegna dedicata alle versioni novecentesche, nel Ventennio il poema veniva letto in chiave celebrativa e nazionale, mentre nel dopoguerra i traduttori si sono avvicinati soprattutto all’Enea sofferente, all’esule che paga di persona il proprio destino. Tra gli anni Ottanta e Novanta sono arrivate molte versioni pensate per la chiarezza e la leggibilità; più di recente, le traduzioni di Vittorio Sermonti e di Alessandro Fo hanno imboccato due strade opposte e riconoscibili. Ecco le principali, in ordine cronologico di traduzione.
Annibal Caro (Metauro): l’Eneide del Rinascimento
Rosa Calzecchi Onesti (Einaudi): la voce classica del Novecento
Cesare Vivaldi (Garzanti): la traduzione di un poeta, con un apparato completo
Adriano Bacchielli (Paravia): la versione scelta per il Bimillenario
Luca Canali (Mondadori): il latinista che traduce per il lettore moderno
Enrico Oddone (Feltrinelli): il tascabile completo per chi comincia
Mario Ramous (Marsilio): una lettura limpida, con il commento di Conte e Baldo
Riccardo Scarcia (BUR): il testo a fronte per lo studio sistematico
Vittorio Sermonti (BUR): l’Eneide raccontata con la voce di oggi
Alessandro Fo (Einaudi): l’esametro ritrovato
Daniele Ventre (Mesogea): il ritmo dattilico e tutto Virgilio in un volume
Un verso alla prova: come si traduce insignem pietate virum
Per vedere le differenze fra le traduzioni non c’è niente di meglio che metterle alla prova sullo stesso punto. Non serve passarle in rassegna tutte: bastano cinque esempi, che mostrano modi diversi di affrontare la pietas: amplificarla, conservarla, ricalcarla, interpretarla, oppure restituirla insieme alla forma stessa del verso latino. Torniamo al proemio, là dove Virgilio chiede alla Musa quale offesa abbia spinto la regina degli dèi, Giunone, ad accanirsi contro Enea:
Musa, mihi causas memora, quo numine laeso / quidve dolens regina deum tot volvere casus / insignem pietate virum, tot adire labores / impulerit. (Eneide I, 8-11)
Il senso è questo: per quale ragione Giunone ha spinto un uomo insigne per pietas ad affrontare tante sventure e tante fatiche? Il paradosso è tutto lì, nel contrasto fra la virtù dell’eroe e l’ostilità divina. Ecco le cinque strategie, nelle parole di altrettanti traduttori.
Annibal Caro scrive: «sì nequitosa ed empia / Contra un sì pio?». Il traduttore rinascimentale rende esplicito ciò che in Virgilio è implicito: mette una Giunone “empia” di fronte a un Enea “pio”, trasformando il verso in un’antitesi morale. La pietas diventa il polo positivo di uno scontro fra giusto e ingiusto.
Rosa Calzecchi Onesti sceglie: «condannò l’uomo pio». Conserva l’aggettivo più vicino al latino, ma aggiunge qualcosa di suo nel verbo: dove Virgilio dice che Giunone “spinse”, lei scrive che “condannò”. Enea appare così come la vittima di una sentenza, e l’accento cade sull’ingiustizia del destino.
Luca Canali traduce: «costrinse un uomo insigne per pietà». È la resa più aderente, quasi un calco: “insigne” riprende insignem, “pietà” riprende pietate. La fedeltà è massima, ma proprio per questo la parola chiede al lettore di non confondere la pietas con la compassione.
Mario Ramous propone: «costrinse un uomo così devoto». Qui la pietas viene interpretata: diventa devozione, una parola che un lettore di oggi comprende subito. Si guadagna in immediatezza, e l’idea che quella virtù sia il tratto distintivo dell’eroe non è più affidata all’aggettivo “insigne”, ma all’intensità di quel “così”.
Alessandro Fo scrive: «a un eroe così pio, degli dèi la regina». Conserva l’aggettivo antico, come Calzecchi Onesti, ma affida l’idea di insignem a quel “così”, come Ramous: la parola resta quella di Virgilio, e intanto se ne sente il peso. Intorno, tutto è costruito per restituire la forma del latino: l’ordine delle parole in “degli dèi la regina”, il doppio “tanto… tanto” che ricalca il tot… tot del verso successivo, una traduzione che procede verso per verso con l’originale.
Cinque strategie, cinque Enea: un eroe morale, una vittima del fato, un uomo definito da una virtù antica, un uomo devoto e vicino a noi, un eroe che conserva la parola antica dentro il ritmo di Virgilio. Anche le altre traduzioni presentate in questa guida si possono leggere alla luce di queste scelte. Con un’edizione con testo a fronte puoi ripetere l’esercizio su questo verso o su qualunque altro, ed è forse il modo migliore per capire quale traduzione parla la tua lingua.
Quale traduzione dell’Eneide scegliere in base alle tue esigenze
Qual è la migliore traduzione dell’Eneide per il liceo classico?
Per lo studio scolastico contano soprattutto il testo latino a fronte e un apparato che spieghi riferimenti e personaggi. Rosa Calzecchi Onesti resta un punto di riferimento per rigore ed economicità; l’edizione Garzanti di Cesare Vivaldi e quella BUR di Riccardo Scarcia offrono un corredo di note più ampio, utile quando si prepara una versione o un’interrogazione. Se il budget è stretto, il tascabile Feltrinelli di Enrico Oddone mette tutto il poema, con il latino a fronte, in un solo volume.
Qual è la traduzione dell’Eneide più facile da leggere?
Se l’obiettivo è leggere il poema dall’inizio alla fine per il piacere della storia, le versioni di Vittorio Sermonti e di Mario Ramous sono le più scorrevoli. La prima parla una lingua vicina alla nostra e si rivolge a un pubblico ampio; la seconda unisce una lingua limpida a un commento di alto livello.
Qual è la traduzione dell’Eneide più fedele al latino?
La fedeltà si può intendere in due modi. Se ti interessa l’aderenza al significato verso per verso, Luca Canali, con il commento di Ettore Paratore, è una scelta sicura. Se ti interessa anche la fedeltà alla forma, cioè al ritmo, alle ripetizioni e al suono dell’esametro, la traduzione di Alessandro Fo è il tentativo più ambizioso oggi disponibile, mentre quella di Daniele Ventre persegue lo stesso obiettivo con un ritmo più regolare.
Le traduzioni dell’Eneide a confronto: tabella riassuntiva
| Traduzione | Prima uscita | Testo latino a fronte | Apparato | Ideale per | Prezzo |
|---|---|---|---|---|---|
| Annibal Caro (Metauro, ristampa anastatica a cura di G. Ferroni) | 1581 | No | Riproduzione dell’edizione originale | Amanti della lingua poetica italiana, collezionisti | Da € 38,00 |
| Rosa Calzecchi Onesti (Einaudi, ET Classici) | 1962 (Einaudi 1967) | Sì | Tascabile essenziale | Studenti che cercano una traduzione di riferimento | Da € 12,82 |
| Cesare Vivaldi (Garzanti, I Grandi Libri (2 voll.)) | 1962 | Sì | Introduzione di F. Della Corte, note di M. Rubino, dizionario mitologico | Studio autonomo con una versione in versi | Da € 14,25 |
| Adriano Bacchielli (Paravia, ed. speciale per il Bimillenario (1982)) | 1963 | No | Versione poetica con commento; prefazione di C. Bo nell’ed. 1982 | Storia della ricezione, edizioni d’epoca | Da € 4,47 |
| Luca Canali (Mondadori, Oscar Classici) | 1978-1983 | Sì | Introduzione e commento di E. Paratore | Università, lettura attenta al testo | Da € 13,30 |
| Enrico Oddone (Feltrinelli, Universale Economica I Classici) | 1995 | Sì | Tascabile in volume unico; disponibile anche in eBook | Chi cerca un’edizione completa ed economica | Da € 12,35 |
| Mario Ramous (Marsilio, Letteratura universale) | 1998 | Sì | Introduzione di G.B. Conte, commento di G. Baldo | Prima lettura completa, lettori adulti | Da € 19,00 |
| Riccardo Scarcia (BUR, Classici greci e latini (2 voll.)) | 2002 | Sì | Introduzione di A. La Penna, traduzione e note di R. Scarcia | Studio sistematico, triennio e università | Da € 17,57 |
| Vittorio Sermonti (BUR, Classici greci e latini) | 2007 | Sì | Tascabile; esiste anche l’audiolibro letto dal traduttore | Lettura per piacere, chi si avvicina al poema | Da € 8,50 |
| Alessandro Fo (Einaudi, Nuova Universale Einaudi e I Millenni) | 2012 | Sì | Note di F. Giannotti; nei Millenni bibliografia di S. Casali e saggio di L. Bianco | Riletture, studio della forma poetica | Univ. Einaudi (2012)Da € 36,10
Millenni (2025)Da € 90,25 |
| Daniele Ventre (Mesogea, Opere (Bucoliche, Georgiche, Eneide)) | 2018 | No | Tutte le opere di Virgilio in un volume, in metro isometro | Chi vuole sentire il ritmo dattilico in italiano | Da € 21,37 |
Sono il pio Enea
Nel primo libro, quando incontra la madre Venere, travestita da cacciatrice, nei boschi vicino a Cartagine, Enea si presenta così: sum pius Aeneas, «sono il pio Enea». Prima ancora della fama e della stirpe divina, la prima cosa che dice di sé è la sua pietas, come se fosse parte del suo nome. Scegliere una traduzione dell’Eneide significa, in fondo, scegliere quale Enea ci risponderà quando pronuncia quelle parole: l’eroe rinascimentale di Caro, l’esule sofferente di Calzecchi Onesti e di Vivaldi, l’uomo devoto di Ramous, il personaggio vicino e parlante di Sermonti, l’eco dell’esametro antico di Fo e di Ventre.
Qualunque sia il tuo Enea, sul Tempio Antico puoi confrontare i prezzi di queste edizioni presso i diversi rivenditori e aggiungerle alla tua wishlist per ricevere un avviso quando il prezzo scende. Il viaggio, come quello che da Troia portò alle coste del Lazio, comincia dalla scelta giusta.











