Lettere di eroine Disponibile

Letteratura latina

Lettere di eroine

di P. Nasone Ovidio


Sinossi

Le Lettere di eroine (Heroides) di Publio Ovidio Nasone, nell'edizione BUR, sono una raccolta di ventuno epistole poetiche in distici elegiaci scritte da eroine mitologiche ai loro amanti lontani o infedeli. Penelope scrive a Ulisse, Didone scrive ad Enea, Medea a Giasone, Arianna a Teseo — ciascuna lettera è un monologo appassionato che esplora il dolore dell'abbandono e la psicologia femminile attraverso la voce delle grandi figure del mito greco e romano.

Recensione

Le Heroides di Publio Ovidio Nasone (43 a.C.-17 d.C.) sono una delle invenzioni letterarie più originali della poesia latina: epistole poetiche immaginarie scritte da eroine mitologiche celebri — Penelope, Didone, Medea, Arianna, Fedra, Briseide — ai loro uomini assenti, infedeli o traditori. Ovidio dà voce a personaggi che nella tradizione epica e tragica erano sempre stati narrati o messi in scena da una prospettiva esterna, permettendo loro finalmente di raccontare la propria versione della storia.

Il genere epistolare permette a Ovidio un’esplorazione psicologica di raffinatezza sorprendente: ogni eroina scrive nel momento di massima crisi emotiva, tra speranza e disperazione, tra accusa e supplica. La lettera di Didone ad Enea, scritta poco prima del suicidio, riprende e reinterpreta il libro IV dell’Eneide dalla prospettiva della donna abbandonata. Quella di Penelope a Ulisse gioca sull’ironia tragica di una moglie che scrive senza sapere che il marito sta già tornando.

L’operazione ovidiana è anche un dialogo intertestuale continuo con la tradizione epica e tragica precedente — Omero, Virgilio, Euripide — riletta e sovvertita dal punto di vista femminile. L’edizione BUR rende accessibile questa raccolta fondamentale.

Consiglio di lettura: accessibile e coinvolgente; particolarmente interessante per chi si interessi alla rappresentazione della voce femminile nella letteratura antica.