Disponibile usato
Sinossi
L'Iliade di Omero, nella storica traduzione in endecasillabi di Vincenzo Monti (BUR), con introduzione di Michele Mari, narra un episodio degli ultimi anni della guerra di Troia, dominato dall'ira di Achille verso Agamennone e dalle sue tragiche conseguenze per l'esercito acheo, fino alla morte di Patroclo, alla vendetta di Achille su Ettore e ai funerali dell'eroe troiano.
Recensione
La traduzione dell’Iliade firmata da Vincenzo Monti, pubblicata per la prima volta nel 1810 e più volte rivista fino all’edizione definitiva del 1826, ottenne un successo immediato e straordinario, conquistandosi fin dalle prime apparizioni quella fama di versione principe del poema omerico che conserva, secondo molti, ancora oggi.
Le ragioni di questa celebrità, come notano i curatori dell’edizione, non stanno tanto nella filologia o nell’erudizione — Monti stesso non conosceva perfettamente il greco antico e si avvalse dei suggerimenti di grecisti come Ennio Quirino Visconti e Andrea Mustoxidi — quanto in un fortunato incontro tra due sensibilità artistiche: l’arcaica poesia di Omero e la raffinata sensibilità neoclassica del traduttore. Il risultato è un endecasillabo elegante e musicale, che ha formato generazioni di lettori italiani al poema omerico, pur discostandosi in alcuni punti dalla lettera del testo greco a favore della resa poetica in italiano.
Questa edizione BUR, con introduzione di Michele Mari, resta un classico della classicità: non tanto una finestra sul greco antico, quanto un vero capolavoro della lingua e della poesia italiana ispirato a Omero.
Consiglio di lettura: ideale per chi cerca la bellezza della lingua poetica italiana più che l’aderenza filologica al testo greco; un classico della classicità, spesso ancora citato a memoria da generazioni di lettori.