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Sinossi
Le Vite parallele di Plutarco dedicate a Emilio Paolo e Timoleonte, nell’edizione BUR, accostano due condottieri accomunati dalla fortuna e dalla virtù nel comando. Lucio Emilio Paolo, console romano, sconfisse il re macedone Perseo nella battaglia di Pidna (168 a.C.), ponendo fine al regno macedone. Timoleonte, generale corinzio, liberò la Sicilia dalla tirannide di Dionisio il Giovane e dalla minaccia cartaginese, restaurando la libertà nelle città greche dell’isola. Entrambi sono presentati da Plutarco come esempi di successo ottenuto attraverso la favore della sorte unito alla virtù personale.
Recensione
La coppia Emilio Paolo-Timoleonte nelle Vite parallele di Plutarco di Cheronea (46-127 d.C.) è tra le più serene e ottimistiche dell’intera raccolta: a differenza di molte altre coppie plutarchee dominate dalla tragedia o dal declino, questi due condottieri concludono la loro carriera con successo e vengono presentati come esempi di come la virtù, unita al favore della sorte, possa condurre a una vita pienamente realizzata.
Emilio Paolo (229-160 a.C. circa) è il generale romano che pose fine al regno macedone con la vittoria di Pidna nel 168 a.C. — uno degli eventi più significativi della storia mediterranea antica. Plutarco ne sottolinea la disciplina morale, l’equilibrio nel momento del trionfo, la capacità di sopportare con dignità stoica il lutto per la perdita di due figli negli stessi giorni della sua massima gloria pubblica.
Timoleonte di Corinto è forse la figura meno nota ma più affascinante del confronto: liberatore della Sicilia dalla tirannide, rifiutò il potere assoluto che avrebbe potuto facilmente conquistare, preferendo restaurare la libertà delle città greche siciliane e ritirarsi da privato cittadino, venerato dai Siracusani per la sua integrità. Plutarco lo presenta quasi come un eroe favorito dagli dèi, la cui fortuna costante rifletteva la sua virtù morale.
Consiglio di lettura: particolarmente adatta per chi cerchi esempi di leadership virtuosa nell’antichità; il confronto tra i due condottieri offre una riflessione sul rapporto tra fortuna e merito personale.