Baccanti. Testo greco a fronte

Le Baccanti di Euripide nell’edizione Mondadori con testo greco a fronte presentano l’ultima tragedia del poeta ateniese. Dioniso arriva a Tebe travestito da sacerdote straniero per affermare la propria divinità dopo che la famiglia reale, inclusa la madre Agave, ne aveva negato la nascita divina. Il re Penteo, che tenta di reprimere il nuovo culto, viene punito con la follia e fatto a pezzi dalle baccanti in preda all’invasamento dionisiaco sul monte Citerone.

Eracle

L’Eracle di Euripide nell’edizione Einaudi presenta la tragedia della follia dell’eroe: tornato dagli Inferi dopo aver compiuto le dodici fatiche, Eracle viene colpito dalla follia inviata da Era e uccide la moglie Megara e i propri figli. Al risveglio dalla follia, la scelta di continuare a vivere nonostante l’orrore compiuto, sostenuto dall’amicizia di Teseo invece che dalla consolazione divina, è il tema filosofico centrale della tragedia.

Le baccanti

Le Baccanti di Euripide nell’edizione Marsilio presentano l’ultima tragedia del poeta ateniese in traduzione italiana. Marsilio, editore veneziano con una lunga tradizione nella pubblicazione delle tragedie euripidee, offre con questa edizione una versione della tragedia dionisiaca che si inserisce nella sistematica collana dedicata all’opera del poeta ateniese già presente nel nostro catalogo con numerosi altri titoli dello stesso editore.

Medea-Ippolito-Le troiane

Il volume Garzanti raccoglie tre tragedie di Euripide: Medea, Ippolito e Le troiane. La Medea (431 a.C.) narra la vendetta della maga di Colchide contro il marito Giasone. L’Ippolito (428 a.C.) narra la tragica passione di Fedra per il figliastro casto. Le troiane (415 a.C.) mostrano le donne troiane nell’attesa della schiavitù dopo la caduta della città, in una delle più esplicite condanne della guerra dell’intera letteratura antica.

Alcesti

L’Alcesti di Euripide, nell’edizione Ciranna & Ferrara, è la più antica tragedia superstite del poeta ateniese, rappresentata nel 438 a.C. come quarta opera al posto del consueto dramma satiresco. Al re Admeto è stato concesso dagli dèi di evitare la morte se trova qualcuno disposto a morire al suo posto: solo la moglie Alcesti accetta il sacrificio. Quando Eracle, ospite di Admeto, apprende la verità, scende negli Inferi a lottare con la Morte e riporta Alcesti in vita.

Ifigenia in Aulide

L’Ifigenia in Aulide di Euripide, nell’edizione Ciranna & Ferrara, è l’ultima opera del poeta ateniese, rimasta incompiuta alla sua morte e completata postumamente. La tragedia narra gli eventi precedenti alla guerra di Troia: Agamennone deve sacrificare la figlia Ifigenia alla dea Artemide per ottenere venti favorevoli per la flotta greca bloccata ad Aulide, e la giovane, dopo un’iniziale disperazione, accetta infine volontariamente il proprio sacrificio per la gloria della Grecia.

Ippolito

L’Ippolito di Euripide, nell’edizione Pagnini del 2018, è una tragedia rappresentata nel 428 a.C. che narra la tragica passione di Fedra, moglie di Teseo, per il figliastro Ippolito, giovane casto devoto ad Artemide. Rifiutata da Ippolito con violento disgusto, Fedra si toglie la vita lasciando una lettera che accusa falsamente il giovane di averla violentata. Teseo, credendo alla lettera, invoca la maledizione di Poseidone sul figlio, che muore travolto da mostri marini prima che Artemide riveli la verità al padre.

Medea-Ippolito. Testo greco a fronte

Il volume Garzanti del 1990 raccoglie due tragedie di Euripide con testo greco a fronte: la Medea e l’Ippolito. La Medea (431 a.C.) narra la vendetta della maga di Colchide contro il marito Giasone, culminata nell’uccisione dei propri figli. L’Ippolito (428 a.C.) narra la tragica passione di Fedra per il figliastro casto e devoto ad Artemide, e le sue conseguenze fatali per l’intera famiglia di Teseo.

Ifigenia in Tauride-Baccanti. Testo originale a fronte

Il volume Garzanti del 1987 raccoglie due tragedie di Euripide con testo originale a fronte: l’Ifigenia in Tauride e le Baccanti. L’Ifigenia in Tauride (414 a.C. circa) narra il riconoscimento e la fuga di Ifigenia e del fratello Oreste dalla Tauride verso la Grecia. Le Baccanti (405 a.C., postuma) narrano la punizione divina di Penteo per aver rifiutato di riconoscere Dioniso, fatto a pezzi dalla madre Agave in preda alla follia dionisiaca.