Fuori catalogo
Sinossi
Questo volume è il terzo dell'edizione Mondadori delle tragedie di Euripide con testo greco a fronte. Euripide è il tragico ateniese che più di ogni altro porta sulla scena conflitti psicologici, personaggi femminili di forte rilievo e un rapporto problematico con gli dèi e con il destino. L'edizione affianca l'originale alla traduzione italiana, consentendo di seguire da vicino la lingua dei dialoghi in trimetri giambici e dei cori lirici, e permette il confronto pagina per pagina. Il testo è accompagnato da una traduzione italiana che permette di leggere anche senza conoscere il greco.
Recensione
Euripide, nato intorno al 480 a.C. e morto nel 406 a.C. alla corte macedone di Archelao, è il più giovane dei tre grandi tragici ateniesi. Di una produzione di circa novanta drammi ne restano diciotto tragedie, più il Ciclope, l’unico dramma satiresco conservato integro.
Fra i tre tragici, Euripide è quello che gli antichi sentirono più vicino alla vita quotidiana: i suoi eroi parlano con la voce di persone comuni, i prologhi espongono la situazione con una franchezza quasi narrativa, e i conflitti nascono da passioni, rancori e dilemmi morali più che da una legge superiore. Gli dèi, spesso, non consolano né spiegano: intervengono, a volte con crudeltà, e il loro modo di agire apre domande che il pubblico ateniese non poteva evitare.
L’edizione Mondadori, con il testo greco a fronte, è pensata per chi vuole tenere sempre sotto gli occhi l’originale. Questo terzo volume si inserisce in un’opera in più tomi: conviene leggerlo insieme agli altri, perché il confronto fra drammi di anni e toni diversi mostra la varietà di un autore che ha sperimentato continuamente, dalla tragedia di vendetta al dramma di riconoscimento, dalla tragedia di guerra al dramma quasi favolistico.
Consiglio di lettura: un’edizione adatta a studenti di liceo e università e a chi ha una base di greco, ma anche a chi legge soprattutto la traduzione e vuole poter consultare l’originale in un secondo momento. Leggere un dramma alla volta, con calma, è il modo migliore per apprezzare la costruzione dei cori e dei dialoghi.